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Policlinico Umberto I: a rischio diritto interruzione volontaria gravidanza, Baldi: "garantire esercizio diritto"

Legge 194/1978. "Una delle svolte epocali che ha caratterizzato il secolo scorso".

Dopo la legge istitutiva del divorzio, un'altra storica battaglia del partito radicale che si concretizza per aiutare molte donne incinta, sole e senza alcun sostegno, a scegliere la via più saggia, "non mandare avanti la gravidanza", evitando il gesto estremo crudele ed estremo, "l'abbandono del piccolo appena venuto alla luce". Legge che, ancora oggi, divide mondo cattolico e laico, artefice di diversi scontri, spesso accesi, dentro i palazzi della nostra politica. Giusto o sbagliato, condivisibile o meno, l'interruzione di gravidanza è un diritto a tutto tondo che, però, rischia di essere negato o spazzato via del tutto. Il prossimo 01 gennaio 2015, il Prof. Massimo Minozzi, vedrà concludersi il suo rapporto professionale con il Policlinico Umberto I, causa la maturazione degli anni di servizio che gli permettono di andare in pensione. Il rischio di una drastica diminuzione o carenza totale del personale medico-sanitario, addetto alle interruzioni di gravidanza, è molto alto ancor di più dentro la prima grande struttura sanitaria pubblica della capitale, storico polo universitario d'eccellenza.

Sul caso è intervenuto il Consigliere regionale e capogruppo della lista civica Zingaretti alla Regione Lazio, Michele Baldi. Baldi ha chiesto, tramite interrogazione presentata all'indirizzo del Presidente Nicola Zingaretti, chiarimenti su come procedere per garantire l'esercizio di un diritto che non può essere negato: "Si incrementerà una situazione di carenza, già piuttosto importante, di personale medico-sanitario operante presso la struttura e si verificherà, conseguentemente, una riduzione del numero degli interventi effettivamente realizzabili. Considerato che la Regione Lazio deve promuovere i servizi socio-sanitari relativi all'interruzione volontaria di gravidanza e che la legge, al fine di garantire la salute di chi si sottopone a tale procedura, prescrive che la procedura stessa debba essere praticata da un medico del servizio ostetrico-ginecologico presso un ospedale generale, ho presentato un'interrogazione a risposta immediata al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Si chiede, al fine di garantire l'effettiva prosecuzione del servizio di interruzione volontaria di gravidanza all'interno dell'azienda ospedaliera Umberto I, quali misure urgenti si intendano adottare. E' fondamentale, infatti, che le aziende ospedaliere che erogano il servizio in questione, abbiano in organico personale medico-sanitario in numero sufficiente ed idoneo a garantire il concreto esercizio di quello che è un diritto fondamentale. L'interrogazione è pertanto presentata nell'ottica di continuare ad assicurare una risposta efficace alle tante richieste presentate dai cittadini alle aziende ospedaliere, coerentemente con le altre iniziative perseguite da questa Presidenza di recente".

Personale carente o ridotto ai minimi termini, diritti negati e respinti ai rispettivi mittenti; "ritratto sempre più nero di una sanità nostrana sospesa fra la via della resurrezione e il crepaccio".

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