Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione dell'utente.
Accedendo ad una qualsiasi delle sezioni sottostanti dichiari di aver preso visione di questo messaggio e di accettare la raccolta di cookie durante la navigazione.

Seguimi anche su

Facebook-iconGoogle-Plus-iconTwitter-2-iconYouTube-icon

Visitatori on line

Abbiamo 104 visitatori e nessun utente online

“Verso il referendum”: la “preghiera” di Graziano, Angelo e Roberto ai sindaci

Caro Sindaco

La nostra Costituzione è bellissima!

Vale la pena conoscerla, amarla, farsela compagna e guida specialmente nei momenti più bui. I principi contenuti nella prima parte, come quello dell’art.5, il riconoscere e promuovere le autonomie locali, sono resistenti al tempo. Il referendum dovrà essere l’occasione per le nostre comunità per promuovere la conoscenza della Costituzione e per approfondire come la seconda parte sia lo strumento per rendere effettivi ed esigibili i diritti ed i doveri che sono proclamati nella prima. La riforma costituzionale, sulla quale il popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi, è il punto di approdo della serie di riforme prodotte in questa Legislatura. Tutte unite da un filo rosso: fare del nostro Paese una Repubblica più giusta, più semplice e moderna. Con la fine del bicameralismo perfetto, la trasformazione del Senato in Camera dei territori, la riduzione del numero dei senatori e l’abolizione delle province, si ottengono importanti risultati: un iter legislativo più rapido e snello, un forte e diretto raccordo tra il nuovo Senato e le autonomie locali, una riduzione consistente dei costi della politica. Le modifiche al Titolo V permetteranno di risolvere i tanti, troppi conflitti di competenza tra Stato e Regioni che oggi creano tensioni tra i diversi livelli di governo e sovraccarico per i Tribunali amministrativi, a garanzia di un più efficace funzionamento della Pubblica Amministrazione e di un migliore rapporto tra i poteri. Anche per i Comuni la tornata referendaria è un passaggio chiave verso un’epoca nuova. In questi anni gli enti locali hanno subito tagli e vincoli. Da questo anno è cominciato un nuovo corso che si consoliderà con la legge di stabilità per il 2017. Più autonomia, più responsabilità, meno lacci e meno tagli saranno possibili se potremo continuare a contare sulla flessibilità dei conti pubblici guadagnata questo anno in sede europea e che ci ha consentito di eliminare il patto di stabilità, di rifare le scuole, di investire 700 milioni sulle periferie, di investire risorse per combattere la povertà, sbloccare le opere pubbliche, riaprire i contratti di lavoro. Il referendum è una tappa fondamentale perché sarà il momento in cui la nostra Repubblica sarà giudicata: potremo dimostrare al mondo che siamo in grado di riformare le nostre istituzioni, che siamo credibili e che la nostra forza può far bene alle istituzioni europee. Quello che ci attende è un periodo che chiama in causa le responsabilità di ciascuno, perché in gioco c’è una scelta che influirà moltissimo sul futuro del nostro paese, sulla vita dei nostri cittadini e delle nostre imprese. Non è un fatto politico o per addetti ai lavori, è un bivio che potrà cambiare il futuro dei nostri figli. Per questo Ti chiediamo di costituire insieme a noi il Comitato dei Sindaci per il SI (www.bastaunsi.it) e di invitare i cittadini a scendere in campo e dar vita a tanti comitati nel tuo Comune”.

Graziano Del Rio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Angelo Rughetti, Sottosegretario alla Pubblica Amministrazione e il Senatore Roberto Cociancich, quest’ultimo nominato Coordinatore del Comitato Nazionale per il Sì. Sono loro i tre firmatari di questa lettera aperta, scritta e inviata alla cortese attenzione di tutti i primi cittadini. L’obiettivo è invitare i sindaci delle città nostrane a costruire una rete di comunicazione, diretta e continua, con i loro cittadini con lo scopo di convincere quest’ultimi a votare Sì al referendum del prossimo ottobre. Appuntamento che deciderà se la riforma Costituzionale, voluta dal Governo di Matteo Renzi e sostenuta in primis dal suo Ministro per le Riforme, On. Maria Elena Boschi, dovrà venire definitivamente alla luce o meno?! Referendum che, molto probabilmente, deciderà le sorti di questo stesso esecutivo, entrato in scena nel febbraio di due anni fa, dopo le dimissioni e conseguente uscita di scena dell’ex Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Superare definitivamente il bicameralismo perfetto, trasformare il Senato nella Camera degli enti territoriali, stabilendo così un rapporto diretto fra sindaci e cittadini di tutte le realtà metropolitane italiane, ridurre il numero dei parlamentari e i costi della politica, rendere il procedimento legislativo più snello e celere, facendo dell’Italia, secondo la logica di pensiero messa in piedi dal Governo Renzi, un paese più credibile agli occhi dell’Europa. Questi gli obiettivi di fondo che lo stesso esecutivo vorrebbe veder al più presto realizzati.

Riforma costituzionale sì o no? Le perplessità sono molte, a cominciare dal fatto che questa è una riforma nata più per volere di un Governo piuttosto che per volontà dei parlamentari, soggetti oggi più a critiche che elogi, ma pur sempre i rappresentanti con la R maiuscola del potere legislativo. Il superamento del bicameralismo perfetto porterebbe veramente ad un vero snellimento, un’accelerazione del lavoro legislativo o sarà solo l’illusione per antonomasia? Trasformando l’attuale Senato in una Camera delle realtà territoriali, Comuni e loro sindaci avranno veramente vita più facile e un rapporto più diretto con i rappresentanti della politica nazionale? Questi i primi due interrogativi. Dai dubbi, passiamo alle certezze con la C maiuscola: A) il non permettere più ai cittadini di scegliere i futuri Senatori che dovranno sedere sui banchi di Palazzo Madama, stravolgendo così la storia e le funzioni originali del nostro Senato, stroncherebbe il principio di sovranità popolare, quel principio che ha permesso agli italiani di scegliere ed eleggere i suoi rappresentanti politici. B) Sarebbe stata sufficiente una riforma decisamente più semplice per ridurre il numero dei parlamentari e i costi della politica, senza ricorrere ad uno stravolgimento totale della nostra amata Carta Costituzionale. C) Legge elettorale, un “nightmare” tutto italico. Le enormi perplessità che diverse persone, a cominciare dalle opposizioni, e critici hanno sull’Italicum, sono enormi. Italicum come il Porcellum? Peggio, addirittura,della precedente legge elettorale, nata nel 2005 sull’asse Berlusconi-Calderoli?Il trabocchetto è in agguato”: se ad ottobre vincerà il Sì, nel 2018 gli elettori si presenteranno alle urne scegliendo ed eleggendo solo personalità nuove, finora sconosciute al panorama politico nostrano, mentre i soliti volti noti della politica, presenti da 22 anni nel nostro Parlamento, saranno nominati dalle segreterie di partito che sceglieranno, così, i consiglieri regionali che dovranno sedere a Palazzo Madama. “Particolare da non dimenticare”: una volta prevalso il Sì ed eletto il nuovo Parlamento con l’Italicum, i Consiglieri regionali che siederanno nel nuovo Senato, politicamente parlando avrebbero poteri decisionali, sulle questioni locali ovvio, decisamente più alti rispetto ai sindaci in carica, quest’ultimi primi cittadini nonché i capi per antonomasia delle loro rispettive amministrazioni. “Il paradosso dei paradossi politici”.

Il messaggio del Comitato per il Sì, è chiarissimo. I sindaci cosa rispondono? Attendiamo, al più presto, la replica degli enti locali. Lo scontro su riforma costituzionale e referendum continua, bollente come non mai.  

 

 

Nella foto in alto a partire da sinistra, il Senatore della Repubblica, On. Roberto Cocianchic, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, On. Graziano Del Rio, e Angelo Rughetti, Sottosegretario alla Pubblica Amministrazione

 

Foto: blog Mario Galli

 

 

Would you like to increase your income?

Discover, study and improve your financial skills market with OptionWeb

 


 

 

AddThis Social Bookmark Button

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna