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Avvocati, giornalisti e magistrati italiani: “Solidarietà a turchi e curdi”

WP 20161013 13 49 27 ProIl principio datato 02 maggio 2016, il seguito un mese fa, il 14 settembre scorso, con tanto di appello scritto e trasmesso al resto del mondo dallo scrittore e Premio Nobel turco, Orhan Pamuk, e pubblicato anche dal nostro quotidiano, La Repubblica.

Due manifestazioni di solidarietà, “macchiate” dall’impossibilità di avvicinarsi alla sede dell’Ambasciata turca a Roma. Anche oltre i nostri confini, il Premier turco molto probabilmente non vuole “fastidi”; sta di fatto che polizia e carabinieri, dipendenti rispettivamente da Ministero degli Interni e Ministero della Difesa, “due organi dell’esecutivo italiano non dimentichiamolo”, sono vigili e pronti a respingere ogni tentativo di avvicinamento alla stessa Ambasciata. E ad Ankara cosa succede? Accade che migliaia e migliaia di funzionari pubblici, fra cui anche magistrati e avvocati, sono stati letteralmente radiati dalle loro funzioni, perseguitati, arrestati ed imprigionati. Diversi giornalisti tenuti in stato di fermo, anch’essi condotti in carcere e torturati solo per aver detto tante verità, quelle verità che al regime turco del dittatore Erdogan, non piacciono affatto. Med Nuce, Newroz TV, Zarok TV, TV 10, Jiyan TV, Hayat TV. Sono le emittenti televisive curde che con i loro programmi, sia per bambini che per adulti, hanno sempre lavorato nel pieno rispetto delle leggi turche, regolanti il loro sistema radio-televisivo. Il loro intento è stato quello di far conoscere il mondo curdo, la loro cultura con una vasta gamma di programmi, condotti da giornalisti volontari e redatti nei diversi dialetti curdi. Troppo libere per piacere a Sir Recep Tayyip Erdogan. Med Nuce, emittente che sostiene il Kurdistan libero, opposto all’AKP, con sede legale in Italia ed operativa in Belgio, è stata oscurata su esplicita richiesta e pressione dello stesso Governo di Ankara. Il 13 ottobre, in tarda mattinata a Roma, uomini e donne della nostra giustizia, sia avvocati che magistrati italiani, e tutti i giornalisti di Articolo 21, NoBavaglio e Pressing-Giornalisti in rete si sono ritrovati e riuniti, nel cuore di Piazza Cavour, altezza scalinata del Palazzo di Giustizia, sede della Suprema Corte di Cassazione. Un sit-in silenzioso per manifestare sdegno, incredulità e dissenso totale verso i gravissimi atti vessatori e persecutori del regime turco. Dopo il minuto di silenzio totale, il resto del sit-in è proseguito dentro la sede della Procura Generale capitolina. Crisi democratica turca al centro di alcune importanti riflessioni e di discussione con alcuni interventi importanti del Presidente emerito della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, dell’Avvocato penalista Franco Coppi e del Presidente della FNSI, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giuseppe Giulietti.

 

"Solidarietà a turchi e curdi”. L'unanime grido, seppur non emesso con queste stesse parole, di noi italiani contro le violenze e prepotenze di chi vuol sopprimere la libertà e i diritti umani.

 

 

 

 

Foto: Marco Chinicò

 

 

 

 

 

 

 

 

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