Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione dell'utente.
Accedendo ad una qualsiasi delle sezioni sottostanti dichiari di aver preso visione di questo messaggio e di accettare la raccolta di cookie durante la navigazione.

Seguimi anche su

Facebook-iconGoogle-Plus-iconTwitter-2-iconYouTube-icon

Visitatori on line

Abbiamo 139 visitatori e nessun utente online

Amministrativi co.co.co. scuola: Marianne Thyssen risponde a Leonardo Del Giudice

"Egregio Signor Del Giudice,

la ringrazio per la lettera che ha inviato al Presidente Juncker e alla Commissaria Thyssen, tramite email, il 14 luglio 2016.

In questa lettera lei descrive la situazione di precarietà dei lavoratori assunti con un “contratto di collaborazione coordinata e continuativa” (Co.Co.Co) presso le scuole statali italiane. In particolare, evidenzia il fatto che questi lavoratori non beneficerebbero dalla previdenza sociale. Si comunica che la sua lettera è stata registrata come denuncia formale dai nostri servizi, consentendole di verificare il rispetto delle norme della Legge Europea del Lavoro, in particolare la Direttiva n. 70/1999/CE sul Lavoro fisso, alla quale fa riferimento alla fine della sua lettera. A breve riceverà una lettera  dai nostri servizi, informandole dello sviluppo e del numero di riferimento del suo caso".

A parlare è Stefan Hermans, il Capo di Gabinetto in servizio presso l'ufficio della Commissaria Europea, Marianne Thyssen, responsabile dell'area Lavoro, Affari Sociali, Competenze e Mobilità lavorativa. Presa visione e pronta risposta, in nome e per conto della stessa Commissaria, ad una lettera aperta. Missiva inviata prima al Presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, successivamente alla stessa Thyssen. Un decreto ministeriale di quindici anni fa, D.M. 66/2001; lavoratori, nello specifico assistenti amministrativi delle scuole pubbliche italiane che ancora attendono la loro stabilità lavorativa. Un rapporto di lavoro che tutto rispecchia tranne che il classico rapporto di dipendente con tutte le dovute tutele del caso. Un contratto nazionale di lavoro dipendente che prevede, a norma di legge, il giusto ed equo salario, il versamento dei contributi, ferie e malattie pagate. Oltre ad un trattamento salariale che lascia a desiderare e conseguente scarso trattamento previdenziale, la totale assenza delle "sacrosante" tutele in caso di malattia grave che constringerebbe ciascun lavoratore ad abbandonare, definitivamente, il posto di lavoro. Leonardo Del Giudice, calabrese, un amministrativo della scuola da anni, è il Presidente del Comitato lavoratori co.co.co. scuola-D.M. 66/2001. La mente, la voce di tutti quegli assistenti amministrativi, uomini e donne, che chiedono il rispetto massimo della loro attività professionale, il pieno rispetto dei loro diritti. Del Giudice, preso atto dell'importante, significativa risposta ricevuta da Bruxelles, traccia un quadro della situazione odierna, usando queste esplicite parole:

"Dopo la risposta ricevuta dal Presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, non è tardata ad arrivare la risposta della Commissaria al Lavoro, Affari Sociali, Competenze e Mobilità Lavorativa, Marianne Thyssen. La nota inviataci dal suo Capo di Gabinetto, ribadisce l’attenzione posta verso la nostra vecchia quanto singolare problematica lavorativa, ma soprattutto evidenzia che la nostra segnalazione è stata registrata come denuncia formale. Ciò significa, quindi, che è stata avviata la verifica del rispetto delle norme della Legge Europea del Lavoro, in particolare, della Direttiva n. 70/1999/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, alla quale facciamo riferimento nella nostra segnalazione. A nostro avviso potrebbe essere accertata la palese violazione della Direttiva n. 70/1999/CE, infatti, com’è noto, non ci riconoscono e garantiscono come lavoratori pubblici precari le tutele e le garanzie previste dal legislatore europeo, poiché la legislazione italiana in materia di precariato pubblico è quanto mai illegittima. L’abusivo continuo utilizzo da parte del Ministero dell’Istruzione dei contratti co.co.co. a tempo determinato, senza una procedura che consenta la trasformazione del lavoro precario in lavoro stabile, ha determinato, in questi 16 anni, un danno irrimediabile per 900 lavoratori e  le loro famiglie, che sono stati ignorati sistematicamente dal governo e dai vari rappresentanti istituzionali nei vari provvedimenti legislativi che hanno approvato, vedi DL 101/2013 convertito in legge 125/2013, DL 104/2013 convertito in legge 128/2013 e la legge 107/2015. Lavoro instabile, senza diritto al TFR e tredicesima mensilità, carente contribuzione previdenziale, misera pensione e cosa più agghiacciante, mancanza di tutele in caso di gravi patologie, quale ad esempio il periodo di comporto, quel periodo in cui il lavoratore in malattia conserva il posto di lavoro senza che si proceda con la rescissione del contratto co.co.co. Non è previsto che se un lavoratore co.co.co., di cui al D.M. 66/2001, ha una grave patologia che richieda terapie salvavita ed altre assimilabili, anche beneficiando del riconoscimento della legge 104/92, possa superare i 60 giorni di assenza per malattia. Se va oltre questi non è remunerato, perché non sono esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia, oltre che i giorni di ricovero ospedaliero o di day-hospital, anche i giorni di assenza dovuti alle suddette terapie debitamente certificati. Le terapie salvavita purtroppo vanno sempre oltre i 60 giorni, lo ignora solo chi non ha vissuto tale esperienza, in questi casi è meglio essere ignorante. Questi sono gli aspetti fondamentali di una posizione lavorativa estremamente irragionevole in uno stato di diritto quale si vanta di essere il nostro, ma di fatto lo è ? A breve riceveremo dalla Commissione Europea una comunicazione, che ci informerà dello sviluppo e del numero di riferimento della nostra denuncia, non è escluso che si possa assistere all’ennesimo avvio di una procedura di infrazione a carico del nostro stato per mancato recepimento di direttiva".

A Silvio Berlusconi, ex Presidente del Consiglio dal 2001 al 2006, e al Prof. Romano Prodi, quest'ultimo a Palazzo Chigi dalla primavera 2006 al gennaio 2008, il compito di provare a rispondere, spiegando perchè, prima dello scoppio della crisi economica e del mercato del lavoro, non è stato possibile sistemare questi amministrativi scolastici. A Matteo Renzi, Presidente del Consiglio in carica, il compito, sicuramente più arduo, di scongiurare che numerosi lavoratori e le loro rispettive famiglie finiscano nel precipizio. "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Così cita il primo comma del conosciutissimo art. 1 della nostra Costituzione. Lavoro stabile e sicuro? Un miraggio! I Calci nel sedere? La realtà assoluta!

 

 

 

Nella foto in alto a sinistra, Leonardo Del Giudice, Presidente del Comitato lavoratori co.co.co. scuola- D.M. 66/2001

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

AddThis Social Bookmark Button

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna