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"Xylella perniciosa", sentenza Corte di Giustizia UE: la "smentita" del Prof. Perrino

"Il problema della Xylella, come tanti altri problemi della Puglia, è la conseguenza di un disastro ambientale. I patogeni per lo più sono degli opportunisti. È inutile accanirsi contro i patogeni con tanti veleni. La cosa più sensata da fare è di eliminare le vere cause: bloccare l’inquinamento, disinquinare l’ambiente, ripristinare le buone pratiche agricole ed aumentare la biodiversità degli uliveti attraverso un sostegno economico adeguato a gli agricoltori. L’emergenza riguarda l’ambiente e quindi la nostra vita, non la Xylella. I patogeni, inclusa la Xylella, si controllano meglio ed in maniera più efficace se si migliorano le condizioni ambientali". Questa è una piccola "overtoure" del lungo intervento del Prof. Pietro Perrino, esperto in ambiente, biologia, Dirigente di Ricerca C.N.R., in passato Direttore anche dell'Istituto del Germoplasma del CNR di Bari. Un'analisi che smonta, smentisce punto per punto quanto stabilito dalla recente sentenza della Corte di Giustizia Europea che si è pronunciata sul problema della "Xylella perniciosa o fastidiosa", giustificando senza se e ma, l'eradicazione di massa di numerose piantagioni d'ulivo, anche quelle sane e non malate. "La Commissione ha potuto legittimamente considerare che l’obbligo di rimozione immediata delle piante infette era una misura appropriata e necessaria per impedire la diffusione del batterio Xylella. E non è stata prospettata alcuna misura alternativa meno gravosa, idonea a raggiungere lo stesso obiettivo. Il fatto che la Commissione abbia circoscritto l’obbligo di rimozione ad un raggio di 100 metri malgrado che i vettori siano capaci di diffondere il batterio al di là di questo limite, l’obbligo di questa distanza, dimostra che l’obbligo di cui sopra è stato limitato a quanto necessario per il raggiungimento dell’obiettivo per seguito. Grazie all’ampio potere discrezionale di cui dispone, ha potuto legittimamente considerare l’obbligo di rimozione immediata di tutte le piante ospiti situate in prossimità delle piante infette una misura appropriata e necessaria per evitare la propagazione del batterio Xylella".
 
"Dire che queste parole lasciano perplesse, è troppo poco". L'ardua battaglia di ambientalisti, ricercatori esperti, rispettosi del nostro ambiente e del Popolo degli Ulivi contro la sospetta "farsa" Xylella made in Puglia, continua. Il Prof. Pietro Perrino spiega, "in modo critico ovvio", la sentenza della Corte di Giustizia UE in questo documento che, per dovere d'informazione, vi riportiamo.
 
 
 
 
 
"Smentita" Prof. Pietro Perrino su sentenza Corte di Giustizia UE
 
http://ilfoglietto.it/images/stories/pdf/Varie/Xyllella_commento_%20Sentenza%20Corte_Ue.pdf
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