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31,61% NO: "la contraddittoria vittoria di Alexis", ora chi paga il debito greco?

31,61% NO, 38,69% SI. Trionfano democrazia, sovranità popolare e fronte anti-europeista; il tutto con la benedizione di alcuni esponenti politici italiani, giunti nella capitale greca per appoggiare il premier Alexis Tsipras. Il tormentone europeo conosce il suo primo verdetto: bocciate Eurozona e Troika.

Il popolo greco non vuole più l'Europa: a spoglio ancora non terminato, il Primo Ministro greco parla alla nazione, sottolinea l'importanza di un voto che ha restituito un minimo di sovranità e dignità al suo popolo, al tempo stesso dichiara di voler continuare le trattative con l'Europa. Contraddizione, elevata all'ennesima potenza, di un esponente politico che, contro tutti e tutti, a cominciare dal suo principale avverario, Antonis Samaras, leader dell'opposizione e primo forte sostenitore di austerity e rigore, si è battuto per condurre il suo paese fuori dal regime imposto dall'impero europeo guidato dalla Cancelliera, Angela Merkel. Quali scenari in arrivo per la Grecia e il resto dell'Europa? Tsipras coerente con il suo programma politico-economico? Grecia veramente fuori da UE ed Euro con la Grexit pronta ad entrare in scena? I mercati sono in forte tensione con uno spread che rischia di volare alto, convocata un'assemblea straordinaria dell'Eurogruppo prevista nella giornata di martedì, la BCE invita a discutere dei 89 miliardi dati ai greci per sanare il suo debito pubblico, soldi che l'Eurozona potrebbe rivolere indietro senza sconto alcuno, e dei circa 4 miliardi che la stessa Grecia dovrebbe dare ai suoi creditori il prossimo 20 luglio, la data più brutta della storia UE. Chi paga a questo punto il debito greco? Grecia in grado di assolvere di estinguere il suo debito o enorme dazio che pagheremo noi poveri fessi? Inquietante interrogativo che si aggiunge allo spettro di due grossi incubi in agguato: Russia e Turchia, già pronte a fare le fusa al paese degli antichi "Dei ed Eroi" in caso di uscita definitiva dall'Euro.

Sir Francois e Lady Angela si incontreranno a breve all'Eliseo per discutere sul da farsi; il nostro Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dovrebbe vedersi con il Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, per affrontare la delicata questione e il fermo atteggiamento che noi italiani dovremmo assumere dopo l'arduo responso ellenico. "A tener banco oggi sarà, sicuramente, l'atteggiamento apparentemente anomalo di Sir Alexis": salutato il titolare del Dicastero delle Finanze, Yanis Varoufakis, dimissionario a fin di bene per favorire un nuovo eventuale accordo, il primo Ministro si ritrova una linea politica vincente, fresca di largo consenso popolare, "macchiata" però dalla sua ferma decisione di voler proseguire gli accordi con l'Eurozona. Obiettivo? Un nuovo accordo basato solo sulle sue direttive, anti-rigore, anti-creditori internazionali "condito" però da quell'aiutino in più che farebbe sempre comodo. "Dare le chiavi del futuro di un paese al popolo, senza però la possibilità per quest'ultimo di aprire la portiera dell'auto, accendere il motore e partire verso una nuova meta". Ipotesi questa da non escludere a priori. Alexis Tsipras: un giovane leader salito al potere, alla guida di una nazione impoverita, piena di corruzione, evasione fiscale, con un pubblico impiego "strozzato". Un politico riempito di allori e doppi larghi consensi, capace di sconfiggere il nemico, al momento apparentemente incapace a voltargli definitivamente le spalle, proseguendo da solo il suo progetto. "Indeciso, insicuro, timoroso? No, un greco molto molto furbo che, ricevuto il responso referendario, cercherà di mantenere, finchè vi riuscirà, il piede in due staffe".

Foto: www.notizienazionali.it 

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