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Greenpeace, "NO TTIP": "interessi e bene collettività a rischio, libero mercato? Barzelletta"

"TTIP", Transatlantic Trade and Investment Partnership. Per coloro che non fossero tanto esperti di politica internazionale, si tratta del trattato Transatlantico sul commercio e gli investimenti, stipulato fra Unione Europea e Stati Uniti. Accordo internazionale che nasce con l'obiettivo di favorire, garantire il libero scambio quindi il libero mercato.

Ci sono delle normative che fissano i criteri standard del libero scambio e sono stabilite dal Consiglio per la Cooperazione Regolativa che, di fatto, prende una serie di decisioni importanti escludendo dal contesto specifico i rappresentanti politici dei singoli stati aderenti. Lavori che si svolgono a porte chiuse; nessuna possibilità per ciascuno stato di controllare, visionare che queste stesse decisioni vengono prese nel pieno rispetto dei diritti dei cittadini. "Il grande pericolo in agguato? Gli interessi privati potrebbero paurosamente schiacciare il bene e gli interessi dell'intera collettività". In caso di aspre controversie, l'organo chiamato a giudicare in merito è l'Investor-State Dispute Settlement, conosciuto come ISDS. Organo di arbitrato internazionale con il difficilissimo compito di pronunciare sentenza al termine di lunghe dispute fra privati e Stati aderenti. Da non sottvalutare, in particolare, il "grido di battaglia" delle multinazionali contro ciascuno stato aderente al TTIP. "Libero mercato che potrebbe risultare ostacolato a 360 gradi e cittadini costretti a rimetterci i loro soldi".

Ad alzare la voce e puntare l'indice, oggi, è Greenpeace che ha sollevato una petizione e chiede l'aiuto di tutti i cittadini con la diligenza del buon padre di famiglia, affinchè la loro firma "riesca a convincere" gli organi istituzionali europei, nella fattispecie il Parlamento di Strasburgo, a non aderire al prossimo trattato Transatlantico con il Grande Continente. "In caso contrario, il passo verso la catastrofica frittata, è brevissimo": si privatizzano i profitti e tutti i rischi vanno a pesare sulle tasche del singolo. "I cittadini europei non hanno più certezza alcuna, verità difficile da digerire": insieme a tante beffe esistenti, anche la storia del libero mercato, con rispettivi accordi, rischia di rivelarsi un'autentica barzelletta.

Foto: sito web Papale Papale

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