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Bruxelles-Strasburgo: "quel viaggio troppo costoso e per niente sostenibile". Parlamentari europei invocano sede unica

"Bruxelles-Strasburgo", la tratta stradale dei nostri parlamentari europei. Due città dentro le quali si vive e respira aria di relazioni internazionali.

Bruxelles; la sede di tanti importanti vertici su economia, crisi internazionali o immigrazione. Strasburgo; la "seconda casa" dei parlamentari eletti, chiamati a presenziare in occasione delle sedute plenarie. "Bruxelles-Straburgo": "non solo un semplice tratto di strada, passeggiata tutt'altro che agevole". Circa 12 giorni lavorativi persi per ciascun dipendente, 60mila circa le giornate di lavoro sprecate in un anno solare. Spostamenti frequenti, costi non proprio economici e, ciliegina avariata sulla torta, anche un sostanzioso aumento delle emissioni di CO2. "Tutto quello che l'Unione Europea non vuole affatto".

Anna Maria Corazza, Pina Picierno, Ashley Fox, Beatriz Becerra, Ulrike Lunacek. Cinque deputati europei che hanno lanciato una petizione, con tanto di invocazione di cittadini e altri colleghi parlamentari, ponendosi un ambiziosissimo obiettivo: un Parlamento con un'unica sede operativa. Un notevole risparmio sui costi di viaggio, fra andata e ritorno, un non meno consistente contributo alla stessa riduzione di emissioni di anidride carbonica e maggiore rispetto garantito al nostro ambiente. "Progetto non proprio impossibile, ma allo stato attuale difficile da mandare in porto": tutti i 28 stati appartenenti all'UE dovrebbero essere d'accordo all'unanimità. Sprechi, costi elevati di trasporto, inquinamento: "l'Europa e gli europei dicono il loro chiaro "NO". 114 milioni di euro da risparmiare e impiegare in modo decisamente più intelligente, zero emissioni di CO2, obiettivo già fissato per il prossimo 2020 secondo quanto già indicato nel programma ambientale, e mobilità al 100% sostenibile: "tre obblighi che non conoscono deroghe". Parlamento europeo con una sola sede? Le discussioni sono in corso, il braccio di ferro con i 28 Governi degli Stati membri si prospetta arduo e aperto ad ogni tipo di risvolto. Non solo "austerity", come si prediga da qualche parte, patto di stabilità e riforme strutturali; "il vero esame di maturità della tanto criticata UE, inizia anche da qui".

Foto: www.scambiinternazionali.it, Change.org

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