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“Vogliamo la nostra pensione”: previdenza invisibile per 2.500 ex militari

Foto militari in servizioAeronautica, Carabinieri, Esercito, Marina Militare. Migliaia e migliaia gli arruolati, ambo i sessi, che per vocazione scelgono di indossare la divisa, mettendosi così al servizio delle istituzioni.

Lo scorso ottobre 2016, circa 2.500 andati in pensione dopo aver servito con onore la Patria. Fin qui, apparentemente, nessun problema anzi ordinaria amministrazione. Il gran problema che questi ex soldati, oggi in quiescenza, difficilmente possono parlare di felice congedo e meritato riposo. La Cassa Previdenza, fino a non molto tempo fa puntuale nel corrispondente loro quanto versato di contributi, da più di sei mesi tarda a dare loro pensione. Un diritto acquisito del quale, ancora oggi, non si vede nemmeno l’ombra. All’inquietante fatto, se ne aggiunge un altro di non poco conto. Cassa Previdenza dei Militari gestita da un Istituto Bancario in condizioni finanziarie non proprio felici. “Situazione critica e, a tratti paradossale”: un Presidente dimessosi sei mesi fa, rieletto e tornatosi a sedere sulla poltrona massima. Ancor più grave il fatto che il Ministero della Difesa indice bandi senza valutare attentamente le condizioni economiche dell’Istituto di credito concessionario.

 

Foto pensioni militariBuona parte del personale appartenente alle quattro principali forze armate, non vive in buone condizioni economiche. “Anni e anni di servizio che rischiano, seriamente, di andare in fumo”: costretti a ricorrere a prestiti di familiari e amici per vivere, poter andare avanti. Anche per chi difende il nostro territorio, nonostante l’aver svolto una funziona pubblica, lo spettro della povertà è all’angolo della strada. Una lettera aperta, scritta ed inviata alla cortese attenzione del Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, in cui si chiede apertamente il perché di questa scellerata gestione delle pensioni ad un Istituto Bancario che ha conosciuto il dissesto finanziario. Da cosa è dipeso questo dissesto e se, per caso, buona parte dei contributi versati sono stati per caso investiti in operazioni finanziarie ad alto rischio? Quanto il Ministero della Difesa ha vigilato per far sì che questo non accadesse? Queste le risposte ricercate dai 2.500 ex militari, da mesi ritiratisi a vita privata ma con le tasche vuote. “Vogliamo la nostra pensione”: previdenza invisibile, incertezza totale del futuro. (PAGATE ORA AI MILITARI IN PENSIONE LA CASSA DI PREVIDENZA) Il Ministro Pinotti ha fatto sapere che entro il 15 maggio, ovvero a partire da oggi, dovrebbero essere firmati gli ordini di pagamento da parte della stessa Cassa. Militari alla finestra, sospesi fra la luce riflessa della rinascita e lo spauracchio dell’irreversibile baratro.

C’era una volta l’amatissimo posto pubblico”. Impiego fisso, stipendio più che soddisfacente, sicurezza economica che non era negata. Ferie e malattie pagate, TFR garantito a norma di legge. “Al giorno d’oggi, troppi i concetti da rivedere e, purtroppo, da revisionare”.

 

 

 

 

 

Foto: Infodifesa e Change.org

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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