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Anno solare di 12 mesi? 13 per le compagnie telefoniche!

Compagnie telefoniche fotoTrenta giorni a Novembre, con Aprile, Giugno e Settembre. Di 28 ce n’è uno, tutti gli altri ne hanno 31”. Vecchi detti che i nostri nonni o le nostre nonne ci hanno insegnato durante la nostra infanzia.

La fine di ogni mese per ognuno di noi ha un significato: accredito dello stipendio o pensione sul nostro conto corrente bancario, pagamenti in scadenza oppure ricorrenze particolari. Per più di qualcuno, invece, i vecchi mesi, così come li conosciamo, è come se non esistessero più. “Questo è quanto sembra, almeno sotto l’aspetto contrattuale e tariffario”. Stiamo parlando delle tanto criticate e odiate compagnie telefoniche. Poste Mobile, Telecom, Fastweb, Vodafone, Tim, Tre! Questi i principali brand telefonici e di telefonia mobile nostrani, presenti da anni e anni sul mercato. Senza dimenticare i marchi di passaggio come “Blue” e Teletu. Per lunghi 19 anni, dalla fine del 1997 al 30 dicembre 2016, abbiam potuto anche usufruire dei servizi, le offerte e le prestazioni di Wind. Società fondata grazie ad un convincente piano d’investimento, ideato e studiato, da Enel, Francé Télécom e Deutsch Telekom. Nel corso della sua esistenza si prese anche Infostrada. Quest’ultima nata nel lontanissimo 1996, da un accordo fra Olivetti e Bell Atlantic, in attività per soli cinque anni fini al 2001 per poi, come detto poc’anzi, confluire dentro la stessa Wind Telecomunicazioni. Quattro mesi or sono la vecchia Wind si è fusa con la società H3G S.p.a, conosciuta da tutti e semplicemente con il nome Tre. La compagnia odierna prende il nome di Wind Tre S.p.a. Abbonamenti, ricariche tramite l’uso di schede, piani tariffari con ricaricabili, altrettante offerte per chiamare e ricevere dall’estero senza pagare troppo. Chiamate o sms illimitati, internet che parte da un minimo di 2 fino 3-4 GB oppure illimitato a seconda del piano tariffario che si stipula. “Tutti servizi che conosciamo”.

10 anni fa, durante il secondo Governo guidato da Romano Prodi, lex Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, prima fece diventare una piacevole realtà l'attuazione del programma sulle liberalizzazioni, prima un decreto poi legge dello stato a tutti gli effetti. Subito dopo, sempre per tutelare gli interessi dei consumatori, abolì le imposte sulle ricariche telefoniche. Il grande successo, sbandierato ai quattro venti, da buona parte delle Associazioni dei Consumatori. Vittoria che, con il trascorrere del tempo, abbiamo pagato a caro prezzo. Fatto evidente e certificato, soprattutto se si stipula un abbonamento e non solo questo, a parità di prestazioni corrisponde un determinato canone che, a seconda dei “diktat contrattuali”, siamo costretti a pagare mensilmente oppure ogni due mesi. Lanciata lo scorso 24 Marzo, una petizione su Change.org (contro il cartello delle società telefoniche che hanno inventato l'anno di 13 mesi), con tanto appello inviato alla cortese attenzione dell’AGCOM. Alessandro Gianfrilli; cittadino e consumatore. E’ lui la “mente” della stessa petizione lanciata. Gianfrilli denuncia il presunto ingiusto guadagno delle stesse compagnie. Come si concretizzerebbe questo presunto ingiusto profitto? Il bello, “eufemismo allo stato puro”, è che i rispettivi canoni addebitati a ciascun utente, non sarebbero imposti su base mensile bensì, come viene denunciato in questa lettera di protesta, ogni 4 settimane ovvero 28 giorni. Facciamo un calcolo: sottraiamo due giorni rispettivamente ad Aprile, Giugno, Settembre e Novembre, escludiamo Febbraio, l’unico mese dell’anno solare con 28 giorni, sottraiamo anche tre giorni ai restanti 7 mesi che terminano con il giorno 31. Come diceva il mai dimenticato Totò, “la somma fa il totale”; sommati tutti questi giorni sottratti, ecco 29 giorni in più di canone da corrispondere alla “nostre” rispettive compagnie telefoniche. 13 mesi, invece di 12, con un aumento dei costi che oscilla fra l’8 e l'8,6%. Un aumento definito da molti, “nascosto”. Una vicenda non proprio nuova e già sollevata sul fronte mediatico già un paio di anni fa e che, ancora ora, fa il suo assordante rumore. (FonteL'Agcom contro le compagnie telefoniche: abolite le tariffe a 28 giorni su rete fissa)

 

La lettera aperta parla chiaro; cittadini sul piede di guerra! Nelle scorse settimane anche la stessa AGCOM, come riportano Repubblica.it e Blog.it, si è fatta sentire dicendo il suo secco "BASTA" a quest'imposta forzata in modo più che barbaro. I consumatori chiamano, l’AGCOM dovrà, presto, rispondere concretamente sul da farsi.

Foto: Blog.it

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