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"Brand Journalism": la nuova frontiera del giornalismo raccontata da Roberto Zarriello

Stati di crisi, a volte non chiari e ben documentati, colleghi senior disoccupati da anni, giovani privi di una meta ben precisa.

Quest'ultimi costretti a lavorare gratis o pagati con compensi da fame. Operatori dell'informazione con contratti di collaborazione che, il più delle volte, si trasformano in licenziamenti piuttosto che in contratti da dipendenti a tempo indeterminato. L’ultimo contratto collettivo nazionale giornalistico, firmato dalla coppia FNSI-FIEG nel giugno 2014, ha dato il colpo di grazia alla categoria. “Letteralmente legalizzata la precarietà giornalistica”. Lo stato di crisi in cui versa l’INPGI e una riforma della professione, al vaglio del Senato, sono le due ciliegine amarissime su una torta già guarnita di cianuro. Scuole di giornalismo piene di studenti, in procinto di diventare giornalisti professionisti, un mercato del lavoro che offre poche possibilità di lavoro. “Solo la via di Lourdes potrebbe provare a risollevare una situazione già difficile di suo”. Brand Journalism ovvero il "giornalismo d'impresa". Sta diventando una nuova concreta opportunità per tutti i giornalisti ed i professionisti della comunicazione. "Impiegare le competenze acquisite in nuovi campi; nuove prospettive lavorative tutte da scoprire". Il Brand journalism vuole intrattenere ed intercettare il potenziale pubblico di riferimento dell'azienda lavorando però secondo le regole ed i canoni classici del giornalismo. Fare Brand Journalism significa lavorare con una testata o un blog di un'azienda che, a differenza del Content marketing, non deve per forza parlare dei prodotti e dei servizi dell'azienda.

 

Roberto Zarriello. Collega, responsabile del sito d’informazione, Tiscali Regioni, e autore del libro Brand Journalism, ci spiega nei dettagli questa novità: "I giornalisti possono fare giornalismo aziendale pur mantenendo la loro autonomia ed indipendenza. Si può fare Brand journalism offrendo notizie e contenuti interessanti per un particolare tipo di pubblico come ad esempio fece John Deere che creò il primo giornale gratuito per gli agricoltori o come fece la Michelin che creò la famosa "Guida Michelin" per essere utile agli automobilisti in cerca di luoghi interessanti e posti in cui mangiare bene durante i loro spostamenti in auto". È quindi il Brand journalism la nuova frontiera dei tanti giornalisti che, causa la crisi del settore, cercano nuovi sbocchi e nuove opportunità lavorative. Come possono tutti i colleghi giornalisti, disoccupati o con una situazione lavorativa incerta, provare ad entrare in confidenza con il Brand Journalism? Zarriello precisa: "Nel mio libro rispondo esaurientemente a queste domande, fornendo numerosi esempi e casi di successo. Redbull, Mediolanum, Coca Cola e numerose altre aziende hanno adottato da tempo, con successo, questo modo di comunicare. Sta accadendo anche in Italia e nel libro riporto anche alcuni esempi di successo italiani".

 

Edito dalla Cdg Edizioni e disponibile al momento sul sito dell’editore, Brand Journalism sarà presto nelle librerie nostrane. Brand Journalism: “non solo un libro; una nuova frontiera dell’informazione. Forse, più che nuova, prima nascosta". Oggi uscita dall’ovatta e sulla quale investire con convinzione.

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