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“Chiaroscuro”: la “spensieratezza malinconica” di Corrado Coccia

Cantante Corrado CocciaFantasioso, amante di atmosfere creative ed infantili. Bimbi, fate e maghi i suoi preferiti identikit.

Cresciuto con l’eccellenza del cantautorato italiano, Kurt Weill e i brani doc della musica classica. Inizia a suonare il pianoforte in tenera età. Crescendo, sviluppando sempre più questa sua forte passione per il mondo delle note e della composizione, ha compreso che lo stile musicale è come un vestito. Pesante per l’inverno, leggero per sfidare e sopportare le intemperie del caldo afoso. Ispirandosi ai canoni del fashion, ha scelto di scrivere un album che si ispirasse ai tratti, metà chiari e metà scuri, della stagione invernale. Chi non ha mai assaporato, vissuto una giornata piovosa, rigida, uggiosa, da freddo intenso, camino rigorosamente acceso, magari con accanto un bel bicchiere di vino rosso brûlé o whisky?! Tutti noi abbiamo conosciuto giornate di questo tipo!

Così è nato “Chiaroscuro”. Il nuovo album del cantautore milanese Corrado Coccia. Migliore Autore al Festival di Castrocaro, 8 anni fa nel 2009, ha alle spalle altri due album pubblicati: quest’ultimo è il terzo della sua carriera. Senza usare mezzi termini o parole nascoste, descrive la sua inedita opera con queste parole: ho sempre pensato che i dischi siano un po' come vestiti. Ci sono vestiti caldi per ripararsi dal freddo dell'inverno, e vestiti leggeri per avvertire meno caldo quando il clima si fa torrido. E così ci sono dischi invernali, e dischi per l'estate. Nel mio caso, ho pensato ad un disco invernale. Un disco di chiaroscuri, un disco riflessivo, un disco da camino mentre si sorseggia un buon whisky americano e fuori nevica”. Spensieratezza e malinconia che si incrociano oppure sarebbe più corretto parlare di unaspensieratezza malinconica”? Una certezza? Un brano sotto forma di poesia che lo stesso Coccia definisce la forma d'arte più autentica. Lo stesso artista prosegue, spiegando: “un lavoro con sonorità costruite con le mani e non con la tecnologia che imperversa in ogni dove, nelle nostre vite. Un disco dove il "trovare il suono giusto", è stato il primo obiettivo: ci si è "sporcati" le mani come un tempo facevano i bottegai, insomma un disco "vero", con la mia allegra malinconia”.

 

Chiaroscuro”. Ritratto chirurgico di uno “spensierato malinconico”, nella vita e nell’arte.

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto Corrado Coccia: www.corradococcia.it

 

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