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“Presenze”: la vena creativa di Pia Broggio

Artista Pia Broggio ritratto legamiTele vuote e un gran desiderio di riempirle.

Si disegna un paesaggio, successivamente un altro con alcune figure: ci si rende conto, però, che è troppo poco anzi, a dirla tutta, non ci si accontenta mai. “Cambiare registro è d’obbligo”: da un ambiente classico ad uno interiore, dall’aspetto prettamente astratto, ma non privo di significato e del tradizionale fascino che i colori trasmettono. “Non solo tele esposte; anche collage in plexiglas e piccoli monili, oggetti letteralmente trasformati e che, come lei stessa definisce, sono l’espressione massima della “Joie de vivre”. Perché l’arte, per chi l’ama e la vive ogni santo giorno, è veramente gioia di vivere.

Un “vernissage” inaugurato la scorsa settimana e che ha richiamato l’attenzione di giornalisti, esperti e critici, in più la presenza di un conosciuto Professore emerito di pittura, prima cattedra all’Accademia Belle Arti di Roma, il Prof. Nunzio Solendo. Questa la vena creativa di Pia Broggio. In passato le sue opere presenti in mostre collettive, nel suo bagaglio professionale anche due mostre allestite a Viterbo, esattamente dentro la Chiesa Medievale di Santa Maria della Salute, e nella Sala Consiliare del Comune di Cerveteri. Dal 22 aprile fino al 28 dello stesso mese, prima esposizione personale presso il Centro dArte, Vista, in Via Ostilia a Roma, cuore del centro storico capitolino, a metà strada fra l’Obelisco di San Giovanni in Laterano e il Colosseo. “Presenze”. Il titolo di questa mostra curata dalla Tornatora Art Gallery con la preziosa collaborazione, consulenza artistica di Italarte. Pia Broggio; moglie, madre, con l’arte nel sangue, ha desiderato, fortemente, perfezionare il suo personale stile presso la stessa Accademia delle Belle Arti, formandosi completamente con due maestri di spicco: Tullio De Franco e Rosario Neimoli. L’autrice stessa della mostra, ha voluto presentare questo stesso “vernissage” così: “Inizio a dipingere negli anni Settanta, come tutti quelli che sperimentano una ricerca di sé in una qualsiasi forma. Mi accorgo che ho voglia di riempire quelle tele vuote, accenno timidamente a un paesaggio e poi a un paesaggio con figure. Niente. Chiamo allora paesaggi interiori queste stratificazioni di colore, questi impasti delicati, adesso affaticati anche dal tempo. Sono superfici monocrome, molto imperfette, rese con un linguaggio informale. A questi lavori ho poi negli anni aggiunto diversi collage. Insieme rappresentano il nucleo centrale della mostra, la mia prima personale a Roma, la città in cui vivo e che amo. Ho deciso di esporre proprio questi quadri perché sono quelli in cui le famose “Presenze” che danno il titolo all’esposizione, sono più tangibili”.

Chi vuole è ancora in tempo per visitare le opere di Pia Broggio, recandosi oggi, domani e venerdì pomeriggio, dalle 15 alle 19, sempre dentro il Centro dArte Vista.

 

 

 

 

Foto: Pia Broggio- Legami

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