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Goal annullati, fuorigioco o rigori inesistenti? Alessio Sundas propone “Occhio di lince”

Foto Goal fantasma Muntari Milan JuventusJan-Arie van der Heijden”. Giocatore olandese, militante nel Feyenoord.

E’ lui l’artefice dell’episodio che potrebbe rivelarsi decisivo. Il suo colpo di testa, ad otto minuti dal termine, permette alla compagine di Rotterdam di vincere la partita scudetto contro i rivali del PSV Eindhoven. Il portiere ferma la palla sulla linea, ma prima se la porta sul suo petto che si trova oltre la linea. “Parlare di autogoal tragicomico, è poco”. Il portiere Zoet pensa che l’arbitro ci sia cascato, ma ad essere beffato sarà proprio lui. La dura legge della “Goal-line technology” aiuta il direttore di gara ad incappare in una svista che avrebbe fatto discutere, assegna il goal alla formazione di casa, decidendo una gara che, salvo clamorose smentite, deciderà le sorti del campionato olandese, prossimo ad essere conquistato dal Feyenoord. Un titoloOrange” che manca da ben 18 anni.

Lasciando per un attimo i tulipani, ritornando dentro le mura di casa nostra, se parliamo di goal non visti o “fantasma” ci verrebbero in mente diversi episodi. La storica rete non vista di Marronaro in un Bologna-Milan del 1990, lo stesso giorno in cui a Bergamo ci fu il lancio della monetina che colpì il centrocampista del Napoli, Alemao. Il goal di Oliver Bierhoff, respinto oltre la linea di porta da Ciro Ferrara, e non convalidato dall’arbitro durante un Juventus-Udinese di 20 anni fa. La rete fantasma di Bianchini dell’Empoli, sempre contro la Juventus e nella stagione 1997-1998. Campionato che ci raccontò, come molti ricorderanno, lo scontro fra Iuliano e Ronaldo non punito da Ceccarini con il calcio di rigore. Avvicinandosi ai giorni nostri, come non dimenticare il famoso goal non convalidato a Muntari in un Milan-Juventus di cinque anni or sono e che fu determinante per l’assegnazione dello scudetto, tricolore cucito poi sulle maglie bianconere?! Episodi che, insieme a presunte posizioni di off-side, fuorigioco o massime punizioni inesistenti, hanno scaturito fiumi di polemiche, parole al cianuro. “Vogliamo la Moviola in campo”. Questa la grande battaglia di Aldo Biscardi, il “pasionario” dei giornalisti sportivi. Ai Mondiali brasiliani di tre anni fa, ci fu già una sperimentazione della tecnologia che ha raccontato in tempo reale, con tanto di video dimostrazione, episodi e goal assegnati, apparentemente sospetti in un primo momento. In Italia, sia nel gioco del basket che nel tennis, gli arbitri fanno uso dei più potenti mezzi tecnologici, il suddetto “Occhio di Falco”. Non sbagliare la parola d’ordine evitando così di condizionare una sfida vitale per il campionato nazionale, gli internazionali o la conosciutissima Coppa Davis.

 

Alessio Sundas foto Procuratore Sportivo 01Il calcio nostrano deve ancora imparare a camminare a passo con i tempi che cambiano repentinamente. Alessio Sundas, noto Procuratore sportivo della Sport Man, altrettanto nota e prestigiosa società di Procuratori esperti ed operanti nel mondo dello sport, ha lanciato una proposta concreta, diretta alla Lega Calcio. Proposta dal nome provocatorio, almeno in parte; “Occhio di Lince”. Potenziare la tecnologia, mettendo a disposizione degli arbitri i più sofisticati mezzi per scongiurare sbagli grossolani che potrebbero, perché no?!, anche compromettere un’intera stagione calcistica. Gli ultimi roventi episodi che hanno scaldato i bollenti spiriti partenopei al termine della semifinale d’andata di Coppa Italia, Juventus-Napoli, sono le “gocce di troppo che fanno traboccare i vasi”.

Quello che è accaduto in Olanda, dove la Goal-line technology ha probabilmente deciso l’esito del campionato, conferma che il calcio italiano ha bisogno della moderna tecnologia per aiutare gli arbitri a non sbagliare. Altrimenti continueremo ad assistere a polemiche e politica del sospetto come nel recente caso delle semifinali di Coppa Italia con lo scambio di accuse tra Juventus e Napoli. La Sport Man lancia dunque il progetto “Occhio di lince” a partire dal prossimo campionato di Serie A e Serie B, gli interessi in gioco sono alti, i club investono milioni di euro, non è ammissibile che una squadra fallisca un obiettivo e perda risorse economiche solo perché i padroni del calcio non vogliono la tecnologia al servizio del rispetto delle regole. Siamo pronti a chiedere l’intervento della FIFA nel caso la Lega Calcio non prendesse in considerazione la nostra proposta. Basket e tennis sono ricche di episodi in cui occhio di falco ha deciso l’esito di match importanti per l’assegnazione dei titoli, perché il calcio non vuole seguire questo esempio e permettere agli arbitri di non sbagliare più su rigori, goal e fuorigioco”.

Occhio di Lince” solo una provocazione, una proposta destinata a restare tale, “vita natural durante” oppure, finalmente, potrebbe diventare presto una realtà? Sundas chiama, la Lega Calcio? Vedremo se risponde!

 

 

 

 

 

 

Nella seconda foto in basso a sinistra, il Procuratore Sportivo della Sport Man, Alessio Sundas

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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