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Riccardo Cucchi fotoPerché, perché la domenica mi lasci sempre sola per andare a vedere la partita di pallone, perché…perché”…. Oppure, “tanti uomini con le radioline, mogli incazzate di fianco”.

Rita Pavone e Max Pezzali. Due artisti che hanno voluto, con i giusti toni musicali, descrivere la passione principale dell’italiano medio, “il pallone”. La domenica pomeriggio tutti incollati alla televisione per seguire, in tempo reale, la propria squadra del cuore. L’odierno ci parla del tubo catodico con le sue pay-tv a pagamento; un tempo era la radio a trasmettere le emozioni dei ’90 minuti. Emozioni che questo scatolone dalle mille voci circolanti, ancora trasmette. Fu così che, un bel giorno, Guglielmo Moretti ebbe la brillante idea di far nascere “Tutto il Calcio Minuto per Minuto”. Dal gennaio 1960 fino ad oggi, tante le partite raccontate, fra campionato, Coppa Italia e Coppe Europee, senza dimenticare le palpitanti serate in compagnia della nostra Nazionale, durante i Campionati del Mondo o gli Europei oppure le indescrivibili gioie che i nostri grandi atleti ci fanno esplodere, ogni quattro anni, durante i Giochi Olimpici.

 

Alfredo Provenzali, Roberto Bortoluzzi, Enrico Ameri, Nicolò Carosio, Sandro Ciotti, Ezio Luzzi, Enzo Foglianese, Emanuele Dotto, Tonino Raffa, le voci femminili di Nicoletta Grifoni e Gabriella Fortuna. Alcuni eccellenti nomi, “I radiocronisti di ieri”. Ameri e Ciotti in pensione, Alfredo Provenzali che passa dallo stadio allo studio, lui e il suo collega, Bruno Gentili diventano presto le prime due voci del programma. Oggi il pubblico sportivo si gode uno scatenatissimo Francesco Repice, voce talentuosa capace di far respirare il clima vero di una partita, solo con le parole. Fino a ieri pomeriggio presente anche lui: Riccardo Cucchi. “Da oggi una ex prima voce”.

 

38 anni di carriera in RAI; creasciuto a pane, radio e sport. Iniziò con un Campobasso-Fiorentina, ha terminato la sua lunga avventura professionale con Inter-Empoli, nel “Tempio del calcio”. Nel mezzo del suo bel cammino, tante memorabili sfide: dalla finalissima di Champions League 1996 a Roma, Juventus-Ajax. Partita vinta ai rigori dai bianconeri di Marcello Lippi dopo una lunga, difficile lotta contro i “lancieriolandesi allenati all’epoca da Luis Van Gaal. Subito dopo, però, una forte delusione di nome Euro 96; trascorrono solo due anni e vediamo il “nongolden goal di Roberto Baggio e una traversa di Luigi Di Biagio che spengono i nostri sogni a Francia98, il “maledetto” golden goal di David Trezeguet in quel di Rotterdam e svanisce il sogno di riportare una Coppa dEuropa dopo 32 anni di attesa. Lo sciagurato Bayron Moreno ci fa fuori da Corea-Giappone 2002. Dopo 12 anni di illusioni e delusioni vissute da un'altra voce nostrana, Bruno Pizzul, nel periodo 1990-2002, anche per Cucchi sembra non esserci alcuna soddisfazione. "Il riscatto, prima o poi, giunge anche per un radiocronista". Le reti di Fabio Grosso e Alessandro Del Piero, negli ultimi minuti del secondo tempo supplementare di Germania-Italia, semifinale mondiale 2006. Il 09 luglio a Berlino, l'urlo di felicità dopo il calcio di rigore finale messo a segno dallo stesso Fabio Grosso. Un rigore decisivo che ha permesso all’Italia, complici anche l’espulsione di Zidane e la traversa dagli undici metri, "destino a noi galantuomo", da David Trezeguet, di portarsi a casa la quarta Coppa del Mondo. I tifosi dell’Inter, ieri pomeriggio al Meazza l’hanno tanto omaggiato, riportando nelle nostre menti la sua radiocronaca nell’indimenticabile serata “Madrilena”, datata maggio 2010. Una doppietta di Diego Milito piegò il Bayern Monaco, permettendo alla compagine nerazzurra di vincere quella Coppa dalle grandi Orecchie, assente da ben 45 anni. Ieri pomeriggio, si è congedato, non nascondendo una buona dose di emozione, dai suoi radioascoltatori. Dopo le “Valli di lacrime” di Ugo Russo, nell’ottobre 2014, prima e al termine di Livorno-Trapani, questo professionista dai capelli ricci e “occhialuto” ha trattenuto le lacrime, non nascondendo però i rituali brividi che quel particolarmente momento diffonde, scrivendo “THE END” sul suo rapporto con il servizio pubblico e lo storico programma, il suo programma: “E adesso posso dirlo, è veramente tutto. A te Corsini”.

Riccardo Cucchi, 64 anni, una laurea in lettere. Per lui, come prima accadde per Ameri, Ciotti, Ezio Luzzi, Tonino Raffa, Livio Forma, quest’ultimo purtroppo scomparso un paio d’anni or sono, e arrivata la pensione. Spento il microfono, tolte le vesti del radiocronista sportivo imparziale, la prima cosa che ha dichiarato è stata: “Adesso posso dirlo, sono tifoso della Lazio”. Proprio lui annunciò 17 anni prima: "Sono le ore 18,04 del 14 maggio 2000, la Lazio è Campione d'Italia". I tifosi biancocelesti lo aspettano già allo stadio, magari in Curva Nord chissà?. Noi, instancabili seguaci di “Tutto il calcio Minuto per Minuto”, testimoni diretta di quella passione che ha saputo diffondere, anche a chi non ha tutto lo sport nel sangue, possiamo solo limitarci a salutarlo con la più semplice, ma doverosa delle parole: Grazie!

 

 

 

 

 

 

 

Foto Riccardo Cucchi: www.lamiaradio.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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