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“Guadagno 1000 euro e…va bene così”: una giovane cubista, brasiliana e ben integrata

Cubista in discoNata in Brasile. Cresciuta in un piccolo borgo, a pochi km dalla Capitale Brasilia, a pochi passi dalle favelas.

Infanzia e adolescenza felici, nonostante la vita modesta. La sua famiglia non è poverissima, ma nemmeno ricchissima. Un bel giorno la grande scelta di vita: lascia la sua “Madre Terra”, attraversa l’Atlantico e viene nel nostro paese. Ha solo 17 anni! La ricerca di maggior fortuna, una vita decisamente migliore e più dignitosa, il suo obiettivo. Da 8 anni, esattamente dal 2009, vive nel centro Italia. Dal Brasile si porta con se la passione per il ballo. E’ nel suo DNA, sin dalla nascita. Musica e passi scorrono, insieme al sangue, dentro le sue vene. Ogni venerdì e sabato lavora in discoteca come cubista. Musica ad alto volume, salti e movimenti sensuali, davanti a migliaia di clienti. Il tutto dalle 23.50 fino alle 05.30 della mattina. Un’attività che le frutta il minimo indispensabile per vivere. Straniera, nazionalità brasiliana, 25 enne e con un’occupazione. L’opposto di tanti giovani nostrani disoccupati, precari o pagati con i mai tramontati “voucher”, in cerca di lavoro o letteralmente sfiduciati a tal punto che nemmeno lo cercano più. Abbiamo avuto il piacere di incontrarla telefonicamente. Per ragioni di privacy, non ha voluto svelare il suo nome e ci ha chiesto di non citare, possibilmente, la città in cui vive. Diciamo solo che vive in una delle regioni più amate dello stivale, l’Umbria.

Con il suo permesso, la chiamiamo con il nickname “Samba1992”. Lei parla benissimo italiano e, molto gentilmente, ci ha concesso quest’intervista, raccontandoci la sua vita, i sogni e le aspirazioni:

Vivo qui in Umbria ormai da 8 anni. Posso dire di essere, quasi, italiana di adozione. Faccio la cubista, lavorando due volte la settimana. A volte, mi chiamano per serate speciali in cui ballo e faccio la ragazza immagine. La musica è, da sempre, una delle mie ragioni di vita. In Brasile, posso dirlo con orgoglio, sono cresciuta in un contesto non proprio benestante, semi-povera per la precisione, ma posso dire al tempo stesso di essere cresciuta felice, a ritmo di samba e diversi balli latino-americani”.

Ti manca il Brasile?

, non posso negarlo però la mia vita e qui, credo che sarà qui anche il mio futuro”.

Vivi da sola?

Vivo da sola, senza più la mia famiglia, ma vivo in una casa condivisa con un’altra ragazza. Tutto sommato, le spese che affronto non sono così eccessive; è vero che la vita ha un costo decisamente aumentato, ma riesco a pianificare le mie spese mensili. Ragion per cui, fortunatamente, posso permettermi di concedermi qualche lusso come cene fuori con gli amici, qualche bel vestito e, se capita, anche qualche gita fuori porta”.

Oggi ci sono molti giovani, anche tuoi coetanei, che non hanno o non riescono a trovare lavoro oppure, peggio ancora, sono precari o mal pagati. Che tipo di consiglio sentiresti di trasmettere a tutti i ragazzi e le ragazze che, in questo momento, sono scoraggiati e, forse, hanno smesso di cercare un’occupazione?

Suggerisco di non demordere però affermare solo a questo, è sin troppo riduttivo. Io che vengo da un paese in parte non ricco, il consiglio maggiore che mi sento di trasmettere è “fare qualsiasi tipo di lavoro”, anche quello che non piace e non rispecchia affatto il percorso di studi intrapreso. Il periodo storico che viviamo parla chiaro: ognuno di noi, nonostante il proprio orgoglio, i propri sogni, non può permettersi di aspettare che arrivi la proposta giusta e solo per un certo tipo di lavoro. Per carità, è giusto cercarlo, capire quali sono le offerte del mercato e saper cogliere l’attimo. Ribadisco, però, all’inizio cercare sempre di accontentarsi. Vivere è un dono meraviglioso, vivere bene è una risorsa troppo preziosa per farsela sfuggire”.

Posso chiederti, se non sono indiscreto, quanto è il tuo stipendio? Sei pagata a serate o mensilmente?

Non percepisco compensi in base alla serata o alle serate. Guadagno 1000 euro al mese e…mi va bene così”.

Qual è un difetto o un effetto collaterale, concedimi quest’ultimo termine, del lavoro di cubista?

Senza dubbio è un tipo di lavoro che non è detto, piaccia a tutte le donne. Un conto è amare il ballo, un altro conto è esibirsi, mostrando alcune parti del corpo scoperte come fianchi, cosce, davanti a tanti clienti, una buona parte maschi, che ti applaudono, ti fischiano, a volte con apprezzamenti…molto pesanti. Personalmente, adoro ballare e, nonostante i suoi difetti, quel che faccio mi piace. Altro difetto o effetto collaterale? Potrei parlarti del gran mal di piedi che ho alle 05.30 del mattino, conclusa la notte ballerina, causa gli stivali o decolleté classici con tacco a spillo min. 12, max. 15cm. Sono sincera, però, è il “male più democratico” che esista. Sorvolo…c’è di peggio in questo mondo”.

Personalmente come vedi il tuo futuro? Oggi hai 25 anni e lavori, ballando. Fra qualche anno, però, potresti essere definitivamente sostituita e costretta a cercare altro. Ci sono delle volte in cui ci pensi e dentro di te, dici: “chissà come sarò e cosa farò fra 5 o 10 anni? Vivrò ancora bene, permettendomi una vita dignitosa?” …

Premetto che non voglio dare una risposta, apparentemente, vigliacca ovvero l’affermazione tipica di una ragazza che vuole nascondersi di fronte ad una possibile realtà. Al momento, mi godo il lavoro che ho. Sono consapevole che, fra un po’ di tempo, dovrò lasciare e non potrò fare la cubista per tutta la vita. Quando accadrà, allora valuterò il da farsi”.

E’ un periodo storico un po particolare per lItalia. Il problema immigrazione coinvolge, in primis, il nostro paese. L’ondata di immigrati che giunge dai paesi dellAfrica e approda nelle nostre coste, è stato il tema caldo di questi ultimi due anni, ancor durante questi ultimi tre mesi. Da parecchio tempo, si respira aria di odio, indifferenza, intolleranza nei confronti degli stranieri. A voler fare un piccolo confronto con la tua esperienza personale, come giudichi questa situazione di disagio sociale che stiamo respirando da diverso tempo?

Non mi permetto di giudicare con opinioni azzardate, tantomeno analisi e commenti di natura politica. Personalmente, capisco e non biasimo chi soffre la fame, cerca di lasciarsi alle spalle la miseria, in cerca di gloria e lodi. Al tempo stesso, comprendo anche l’insofferenza degli italiani, la mia grande “famiglia adottiva”. Paragoni con il mio vissuto, non credo si possano fare. Sono arrivata in Italia 8 anni fa; la crisi economica già esisteva però, almeno qui dove vivo, c’era una situazione completamente diversa, all’insegna del maggiore ordine. Comprendo che molte persone, anche residenti qui, sebbene vivo in un contesto abbastanza piccolo, soffrano il disordine e avvertano un certo disagio. Per quel che mi riguarda, penso di aver avuto una grande fortuna: pur essendo nata in una famiglia non ricca, ma nemmeno poverissima, ho potuto contare su un minimo di risorse proprie che, unite alla mia grande passione per il ballo e ad una bella presenza, mi hanno permesso si svolgere un lavoro divertente, senza dubbio faticoso come ho detto prima, ma che mi offre da vivere, fortunatamente”.

Lavorare, guadagnare, essere liberi ed indipendenti. L’obiettivo di tutti i comuni mortali. L’importante è fare sacrifici, sapendosi anche accontentare all’inizio. Parola di una giovane cubista, brasiliana e ben integrata.

 

 

 

 

 

 

 

 

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