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Ambiente, clima e migrazione: Consorzio Mediterrae, Inner Wheel e Rotary rispondono a COP dell'ONU e Governo

Convegno In difesa del Clima e dellAmbiente 01Cosa sono state sinora la COP 21 Parigi e la COP 22 Marrachek? Progetti concreti a tutela del nostro ambiente e del clima oppure solo chiacchiere “politiche” a vento? Questo ci si chiede da diversi mesi”.

Il "must" è la Riduzione delle emissioni di CO2, onde evitare l’eccessivo surriscaldamento della nostra terra. La Carta di Parigi, sottoscritta nel dicembre 2015, non introduce soluzioni ideali e concrete per una migliore risoluzione dei problemi climatici. Circa 35 paesi non l’hanno firmata: non a caso, sono tutte le nazioni maggiormente esposte ai fenomeni climatici, di natura maggiormente catastrofica, e a spaventose escursioni termiche, con picchi altissimi della temperatura. In risposta alla Carta sul climaparigina”, nello stesso periodo è nato un altro non meno significativo documento: la Charta del Clima sottoscritta a Bari da Consorzio Mediterrae, Università Ateneo, Politecnico di Bari, Città Metropolitana di Bari oltre alla sottoscrizione, anche, del Distretto Rotary International 2120 di Puglia e Basilicata. Una Carta che, nel tempo, ha ricevuto l’appoggio di diversi interlocutori di diverse Università Europee oltre che dell’Inner Wheel Distretto 210 c.a.r.f. di Puglia, Basilicata e Campania ma poi, anche, dall’Inner Wheel International ed Italiano. Ispirandosi, in parte, alla nota enciclica Pontificia, “LAUDATO SI”, approfondisce questioni climatiche, ma le affronta con un’ottica un po’ diversa nella forma, pur sempre volta a focalizzare aspetti non solo ambientali, ma, anche, fattori economico-sociali oltre che globali. I Paesi poveri sono stati oggetto di molte analisi e studi. L’Africa è il “sofferente” Continente sul quale sono puntati, in via quasi esclusiva i riflettori. L’Africa Centrale, in particolare, si stima che abbia la più alta condizione di povertà, oltre che un’elevata concentrazione di malattie infettive, dagli esiti gravi. Più le popolazioni sono povere, più cercano fortuna altrove. Ed è qui che nasce quell’ondata migratoria di massa che, mai come in questo momento storico, ha un’altissima audience mediatica, con un non indifferente coinvolgimento dell’Italia, il paese geograficamente più vicino e maggiormente più esposto.

Aiutiamoli a casa loro”. Queste le parole pronunciate, ultimamente, dal Segretario del Partito Democratico ed ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Sul come aiutarli, però, non si è sentito nulla in merito, almeno finora! L’eccessivo surriscaldamento del pianeta (con previsione di un aumento medio di 5°C della temperatura laddove la concentrazione di anidride carbonica ha superato i 400ppmV, parti per milione in Volume, il radicale e repentino cambiamento del clima, può influire e non poco sulla qualità della vita, già deleteria, di circa 350 milioni di persone che vivono in diversi paesi del Centro- Nord Africa. La conseguenza? Questi popoli punteranno a spostarsi, venendo così a bussare alle porte dell’Europa, nel tentativo di cercare vita migliore. Il rischio calcolato? Un aumento del pericolo naufragi in mare, con il dramma di veder morire nelle acque del Mediterraneo, da oggi fino al 2050, circa il 10% di queste 350 milioni di persone. Da semplice Mare ad un immenso cimitero marino per oltre 35 milioni di sventurati. Per non parlare dei, non indifferenti, danni alla fauna marina (per causa delle plastiche in mare e dell’inquinamento marino), risorsa d’oro nel vero senso del termine che abbiamo a disposizione.

Il surriscaldamento eccessivo della nostra terra, contribuirà decisamente a quest’ondata migratoria. Ecco giungere il tradizionale quesito: cosa fare in concreto? Di questo si è parlato mercoledì pomeriggio 12 luglio a Roma, durante un Convegno svoltosi a Palazzo Giustiniani, organizzato dall’ Inner Wheel Club Bari Alto Casamassima, dai Rotary Clubs Bari Ovest Distretto 2120 e Roma Cassia Distretto 2080, e dal Consorzio Mediterrae, con la partecipazione e presenza di rappresentanti dei distretti di Latina e del Rotary Club di New York.

In difesa del Clima e dell’Ambiente”. Il titolo del Convegno stesso al quale hanno presenziato e sono intervenuti, seppur brevemente giusto per esprimere totale appoggio all’evento, i Senatori della Repubblica, Liuzzi, Barani e Langella.

Come prevenire o contrastare la forte immigrazione che stiamo vivendo? Con la Progettazione e Costruzione di un adeguato numero di Villaggi Produttivi Sostenibili Standard (Vpss). Questo l’ambizioso progetto. Sviluppo della vita culturale, sociale e produttiva delle popolazioni in difficoltà. Favorire la crescita delle professioni da noi definite più rustiche, oggi prepotentemente tornate in auge, agricoltura fra tutte ma anche stimolazione allo sviluppo di nuovi spins off con adeguate start up specializzate. Contribuire al processo di autoproduzione energetica, risorsa vitale per favorire, soprattutto, il regolare e corretto svolgimento delle professioni. Come favorire la crescita e lo sviluppo di questo ambizioso progetto? Lavorando su una serie di fasi: la prima, letteralmente incentrata sulla crescita di un’area abitata da piccole cellule o unità di 500 abitanti, orientativamente su 1000 Ha. La fase 2 dove ci si occupa dell’autoproduzione energetica, fase 3 interamente dedicata alla rete agricola con alla costruzione del sistema automatico di produzione idrica e di tutte le altre utilities per arrivare alla realizzazione di un villaggio di 5.000 abitanti in via definitiva un vero e proprio modello abitativo 4.0 finalizzato a sostenere un “Nuovo Habitat Contemporaneo” in cui concentrare tutte le innovazioni in nostro possesso (Smart city, Smart utilities, rinnovabili, Urban Green Mobility, industria intelligente non inquinante 4.0, etc.). Creare, mettere a disposizione e garantire quei servizi utili, vitali: scuole, edifici, attività cultuali, ricreative e sportive. Fattori tutti indispensabili per offrire su un piatto d’argento vita migliore, efficiente e dignitosa. Un obiettivo che aiuterebbe, e non poco, ad incrementare le stesse unità abitative. Così potremmo, in futuro, parlare di una nuova società civile di minimo 5.000, massimo di 10.000 persone. Quante risorse economico-finanziarie da impiegare? Sono stati stimati circa 20 milioni di euro da investire solo per mettere in piedi la cellula del Vpss afferente alla 1^ fase citata, poi 150 milioni € invece per realizzare l’intero modello di Villaggio Produttivo ed Auto-sostenibile di 5.000 abitanti. Quanto può rendere, quanto a reddito medio pro-capite, un tale progetto se ben riuscito e portato a termine? Si stimano circa 50 milioni di euro l’anno di profitto. Un dato non indifferente e che, in questi tempi di profonda crisi, “fa gola”. Questa la relazione sul progetto dell’Ing. Roberto De Pascalis, presentata e spiegata dall’Amministratore delegato di Consorzio Mediterrae, il Dr. Natale Ventrella.

 

Convegno In difesa del Clima e dellAmbiente 02Ambiente, questioni climatiche e debito dei paesi poveri. Papa Francesco, con la sua enciclica LAUDATO SI, ha voluto fortemente concentrare la sua analisi su questo fenomeno, connesso alla Diseguaglianze economiche e culturali, che è, poi, l’effettivo nesso di causalità fra problemi legati al clima ed al debito pubblico di ciascun paese emergente, colpito, anche e come sempre, da calamità naturali. Credito e debito ambientale o ecologico. Rispettivamente, queste tre nozioni diventano oggetto della stessa enciclica papale. Sua Santità, nel corso di quest’analisi, sottolinea come il debito estero possa incidere e molto negativamente sulle condizioni di vita ed il futuro dell’umanità. Sradicamento della miseria e sviluppo del benessere socio-economico delle rispettive popolazioni. Il contrasto assoluto a criminalità, corruzione-malaffare e all’usura: le tre “patologie” sociali gravissime che, in qualsiasi paese e ancor di più nei paesi poveri, danneggiano le aspettative di vita delle persone. Per risanare le economie dei paesi colpiti dalla crisi e prevenire eventuali peggioramenti, occorre orientarsi verso una politica che riparta dal fabbisogno e dalla sicurezza alimentare, limitando così stati di povertà ed inizio degli enormi flussi migratori. Tutto ciò è possibile solo se si entrasse nell’ordine di idee come solo un’autorità politica mondiale, creata ad hoc, possa, effettivamente, aiutare gli stessi paesi colpiti dallo stato di crisi, ad uscire, quindi, dall’agonia, dall’affanno economico, così ristabilendo una certa equità di benessere che, al giorno d’oggi, pare rimanere allo stato di utopia pura. Rivedere il concetto di progresso e ridefinirlo, stabilendo dei parametri ben precisi. Ancor più importante, il ripristino del principio di sussidiarietà: un concetto molto caro alla Dottrina sociale della Chiesa in quanto sinonimo non solo di sviluppo economico-sociale, ma anche di auto-responsabilità.

 

Questo il significato di fondo dell’enciclica papale LAUDATO SI, spiegato nel corso del convegno di ieri dall’Avvocato, Prof. Raffaele Coppola, da quattro anni Promotore di Giustizia della Corte dAppello di Città del Vaticano. Enciclica che, egli conclude, con un rimprovero a molti cristiani, soprattutto credenti, e una speranza: il rimprovero è quello di essersi lasciati non poco condizionare da quella forma di egocentrismo ed egoismo tipica della “malata” società odierna. Molto al riguardo si può fare e questa è la vera intenzione con cui è stato promosso l’intero convegno in cui è stato proposto ed approvato da parte di tutti i qualificati partecipanti (Senatori, Parlamentari, Ufficiali Generali, Autorità Innerine e Rotariane) la istituzione di un “Tavolo Informale di Lavoro” a cui affidare lo sviluppo tecnico operativo ed il conseguente aspetto giuridico e quindi legislativo per questi seguenti aspetti sostanziali da promuovere senza indugi:

  1. 1) Per quanto riguarda l’aspetto Climatico ed Ambientale prepararci per andare alla COP 23 di Bonn per far affermare ed approvare, dalla parte del maggior numero dei 197 Stati Partecipanti, la Charta di Bari sottoscritta nel novembre 2015 in vista della COP 21 di Parigi;
  2. 2) Per quanto riguarda l’Italia, promuovere un adeguato provvedimento normativo finalizzato alla istituzione di un “PIANO NAZIONALE STRATEGICO PER IL CONTRASTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI” e stimolare l’immediata istituzione di una vera e propria “TASK FORCE IN DIFESA DEL CLIMA E DELL’AMBIENTE” quale la promanazione della Direttiva Europea del 2000 che prevede al riguardo anche l’impiego dello Strumento Militare a soccorso dell’Ambiente ed in Difesa del Clima;
  3. 3) In ambito sperimentale, prima di avviare richieste a ONU e Banche Mondiali nell’adozione di un Bazooka/Prestito d’Onore di 60 miliardi $, da impiegare, con un ritorno pieno del prestito d’onore ogni 15 anni, in 4 fasi per un complessivo investimento di 240 miliardi, approvare a livello Italia la realizzazione, in 1^ Fase, di n. 3 Vpss (per un costo complessivo di soli 60 milioni € proprio per validare interamente l’iniziativa proposta) da realizzare rispettivamente in Burundi, Guinea Bissau ed Uganda (laddove le comunità Inner Wheel e Rotary hanno personale in contatto con i Governi ed i Vescovi delle Chiese locali);
  4. 4) Con riferimento, invece, al problema del Debito Pubblico dei Paesi Poveri (ormai esponenzialmente causato da fenomeni usurocratici e banco centrici), promuovere a livello Italia adeguate risoluzioni Governative che possano, poi, essere utilizzate dal Vaticano per porre in evidenza il fenomeno, anche coinvolgendo la Corte dell’AIA, al fine di interrompere questa catena perversa che ha permesso di drenare il 99% della ricchezza del mondo nelle mani del 1% dell’intera popolazione del Globo;
  5. 5) Adottare uguali strategie di interesse ed a livello Governativo perché a livello ONU (detentore di 100 miliardi $ provenienti dalla COP 21 Parigi ed assegnati per rimborsi climatici) si possano riconoscere adeguati e commisurati rimborsi ai Crediti Climatici che hanno coinvolto le popolazioni povere della terra (al riguardo l’algoritmo presentato nel Convegno dimostra come sia possibile riconoscere 2 miliardi $ al Burundi e parimenti 500 milioni $ alla Guinea Bissau per rimborsare il loro Credito Climatico così come naturalmente maturato). La speranza? non solo è una speranza bensì un chiaro invito rivolto a tutti gli umani, è quella di ritornare agli antichi valori. Ripartiamo dalla natura e dal suo rispetto fino ad allargare la cerchia, estendendoci verso la comunità che ci circonda. “Rispetto delle regole, la base per vivere perfettamente in una Comunità Globale ed in piena Armonia”.

Ambiente, clima ed immigrazione. Aggiungiamo, da ultimo, anche il Debito pubblico dei Paesi poveri. I progetti, lo abbiamo registrato con questo Convegno, ci sono. La voglia di proporre e fare pure. Consorzio Mediterrae, Inner Wheel e Rotary rispondono a COP dell'ONU e Governo. ONU e Governo cosa rispondono? Per ora dobbiamo solo limitarci a sperare ed operare in via alternativa per non aspettarci il solitosilenzio di tomba”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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