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“StopBullismoECyberbullismo”: famiglie e scuola contro le vessazioni

Bullismo fotoBullismo”. Un fenomeno? Una piaga oppure, addirittura, una patologia? Potremmo usarne diversi di termini!

A voler però descriverlo nel modo più semplice, non è altro che la cultura della vessazione. Prevalere sul più debole, su chi ha meno carattere e spirito di reazione, mostrandosi non in grado di difendersi dalle prepotenze altrui. I primi episodi di bullismo possono benissimo esplodere in tenera età, a partire dagli 11 anni in poi, periodo delle scuole medie. Diversi i casi di bullismo che hanno visto, come protagonisti, studenti di liceo. In forte crescita, negli ultimi anni, anche gli episodi di bullismo femminile, considerato il più nascosto o che si vede meno. La debolezza psico-fisica di una persona, ragazzo o ragazza che sia, può essere l’oggetto scatenante del comportamento aggressivo, tipico dei bulli.

Pensare che il bullismo abbia origine solo negli ambienti più umili, è sbagliatissimo. Sicuramente, la violenza presa come modello, è l’origine matematica della frustrazione, degli atteggiamenti vessatori e violenti del bullo. L’uso eccessivo di dispositivi tecnologici come cellulari, i-phone o tablet, la troppa confidenza con i videogiochi, soprattutto particolari tipi di videogiochi, dai contenuti abbastanza violenti, essere sempre seduti davanti al PC. Tutti malcostumi che non consentono all’adolescente di condurre una vita sana, all’insegna della socializzazione. Aspetto che purtroppo scarseggia nei giovani d’oggi. Il Cyberbullismo, poi, merita un discorso molto più approfondito in quanto nascente dalla rete. Quel fantastico, immenso mondo virtuale, il più democratico in assoluto come lo definì la simpaticissima Cinzia Leone in occasione del suo seguitissimo spettacolo teatrale, “Disiorent Express”. Mondo non privo di insidie dove, come la cronaca ci racconta, i giovani finiscono per ritrovarsi in guai grossi, purtroppo con tristi, drammatici epiloghi. Pensiamo ai tanti video di pestaggi filmati; vittima ne fu un ragazzino disabile, studente di un Istituto tecnico di Torino. Fu quello stesso episodio, datato dicembre 2006, che spinse l’ex Ministro della Pubblica Istruzione, Fioroni, a prendere seri provvedimenti in merito. L’umiliazione subita da Tiziana Cantone. Napoletana, 31 anni, filmata e protagonista di in video hard finito online, esattamente su Facebook. Agghiacciante episodio che non ha coinvolto, caso abbastanza raro, gli adolescenti. Umiliazione troppo grossa che spinse la ragazza a togliersi la vita. Che dire della giovanissima di Novara, Carolina Picchio, vittima di pesanti insulti da parte del fidanzatino dell’epoca, violentata in gruppo e suicidatasi poco dopo. Fatto che accadde quattro anni fa, agli inizi del 2013. Perché il bullismo e Cyberbullismo? Perché questo fenomeno tutt’altro che nuovo, decisamente più nascosto anni e anni fa, diciamo anche un po’ trascurato? Perché, come molti fatti raccontano, il branco segue più il bullo piuttosto che la vittima? I genitori oggi sono più attenti, seguono tutto ciò che i loro figli fanno? C’è maggiore collaborazione fra scuola, insegnanti, alunni e famiglie stesse?

Di questo se n’è parlato ieri mattina durante un convegno svoltosi nell’Aula Magna dell’ITIS Galileo Galilei di Roma. Insulti, ricatti, minacce, diffusione di notizie false, lesive della dignità del ragazzo o della ragazza, aggressioni fisiche. Atti persecutori, come ad esempio gli scherzi telefonici. Un tempo considerati semplici fatti bagatellari, oggi riconducibili invece al reato di stalking. Un convegno significativo, moderato da un dirigente scolastico, la Dr. ssa Lina Porrello, che ha sottolineato come l’assenza o la scarsità di dialogo, la tendenza all’isolamento e a non socializzare, siano i fattori scatenanti del bullismo. C’è maggiore collaborazione da parte delle famiglie, ma ancora c’è molto da lavorare. Il bullismo e i suoi spaventosi effetti collaterali. Cosa accade alla mente del bullo, ancor di più quali sono le pesanti conseguenze, anche gravi, alle quali potrebbero andare incontro sia il cervello che il fisico della vittima? Cosa le famiglie e la scuola come istituzione possono fare in concreto per prevenire tutto questo? Soprattutto il ruolo del Nucleo Operativo Regionale. Ne ha parlato, nel corso del suo intervento, il Dr. Riccardo Lancellotti, Coordinatore del Servizio Ispettivo. Si è discusso anche del Progetto Scuole Sicure. Nato cinque anni fa, volto prima a parlare con i giovani; successivamente si è ritenuto opportuno che anche Presidi ed insegnanti, sapessero qualcosa in merito. Progetto anti-bullismo spiegato nei dettagli dall’Ispettore Capo della Polizia di Stato, Dr. Massimo Melito. Un progetto coordinato dalla Questura centrale con la collaborazione dei rispettivi commissariati di zona. Come e dove denunciare il bullismo? Procura corrispondente al proprio foro di residenza e organi di polizia giudiziaria gli interlocutori ai quali bisogna rivolgersi. Oltre questo, il Progetto Scuole Sicure prevede anche rigidi controlli per contrastare il giro, l’eventuale spaccio e uso di sostanze stupefacenti, tutte dannose per il nostro organismo, cervello primo fra tutti. Sostanze che, se troppo abusate, contribuiscono a scaturire quella serie di emozioni che portano a commettere atti riconducibili a fenomeni di bullismo.

I possibili fatti costituenti reato, riconducibili al comportamento dei vessatori e conseguenze giudiziarie per il minore che li commette. Non solo! Anche l’atteggiamento che il giovane stesso assume quando deve sedersi e rispondere per quanto fatto davanti al magistrato. Il programma di recupero e, se vi sono i requisiti, l’eventuale perdono giudiziale. Gli strumenti possibili, rigorosamente da adottare sia in rete che con l’intervento della scuola per fermare gli atti di bullismo. L’ha spiegato nei particolari la Dr. ssa Cecilia Daniele, Assistente sociale del Dipartimento di Giustizia Minorile, Ufficio Servizio Sociale della Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia. Scuola e famiglia, insieme, non bastano e prima del loro rigoroso lavoro, sarebbe utile seguire un programma specifico che aiuti il bambino, il ragazzo o la ragazzina a vivere bene con se stesso o se stessa, a socializzare e, aspetto vitale, amare. “Eccellente terapia” spiegata dalla psicologa scolastica, Dr. ssa Sofia Listorto.


Cera una volta il cattivissimo Franti”. Bullo protagonista assoluto del libro CUORE, romanzo di Edmondo De Amicis. Prima ne combina di tutti i colori a scuola, facendo disperare molto il suo maestro in primis, e la sua mamma, una donna disgraziata e disperata. Poi un giorno prova a rubare, viene arrestato e condotto in riformatorio. Il durissimo riformatorio che, da anni, fa parte del museo dei ricordi. Il Franti raccontato dal celebre scrittore era uno solo. Oggi, purtroppo, siamo quasi tutti Franti anzi non solo oggi; di Franti ce ne erano anche molti anni prima, ma accorgersene era quasi utopia. “E’ giunta l’ora della giusta cura depurativa che li estingua”. “StopBullismoECyberbullismo”: famiglie e scuola contro le vessazioni...senza se ma! (Video YouTube: "Stop Bullismo e Cyberbullismo": a colloquio con il dirigente Lina Porrello). ("StopBullismoECyberbullismo": scuole, insegnanti ed istituzioni contro le vessazioni)

 

 

 

 

 

Foto: No Bullismo

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