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Azienda sana, rischio esuberi e trasferimenti per i dipendenti: "That's Sky Italia"

Sciopero dipendenti SKY Italia 01Un'azienda nata nel lontano 2003. Dalla fusione di Stream e Tele+, due emittenti che hanno fatto la loro fortuna negli anni '90, venne alla luce l'idea del Gruppo Murdoch di dare vita ad un grande polo televisivo.

Così, lungo il nostro stivale, un pacchetto di servizi e programmi di qualità, accompagnati da un'ampia finestra giornalistica, con notizie in tempo reale, sia generali che sportive. Negli ultimi anni, soprattutto l'ultimo appena trascorso, SKY Italia ha chiuso i suoi 12 mesi solari con profitti e utili più che positivi. Il quartier generale di Sky ha parlato, recentemente, di circa 70 milioni di sterline incassati, equivalenti ad un +141%. La sede italiana ha ottenuto un secco +4% al netto del valore dei diritti di trasmissione acquisiti. Dato che fa particolare riferimento al periodo dei Giochi Olimpici di Rio 2016. "Un bilancio stellare senza precedenti; identikit di una macchina aziendale dagli eccellenti introiti pubblicitari". Un'azienda sana, senza alcun dubbio.

Sciopero dipendenti SKY Italia 02Tuttavia, la parola riorganizzazione prende il sopravvento e da diverso tempo. La concorrenza è in agguato: se Vivendì insidia il Gruppo Mediaset, due realtà di nome Amazon e Netflix spaventano così tanto che, secondo i vertici italiani, ci sarebbe il bisogno di mettersi al lavoro per offrire al pubblico una televisione sempre più competitiva e al passo con i tempi che cambiano sempre più velocemente. Riorganizzare, mantenendo l'assetto tutt'ora presente oppure cambiare demolendo quanto messo in piedi con anni e anni di lavoro? La realtà odierna racconta: 194 persone a rischio esubero; fra essi 13 giornalisti. 378 dipendenti che potrebbero essere trasferiti a Milano, di questi 102 sono giornalisti. Skytg24 finirebbe sotto la “Madunina”, voltando le spalle alla Città Eterna. Solo le redazioni cronaca e politica resterebbero sulla sponda del Tevere. Non solo l'area TV ed informazione ad essere preoccupata. Anche gli amministrativi, il settore controllo, l'area finanza, service & delivery tremano.

Ieri braccia incrociate per 24 ore. Dalle 06 del mattino di mercoledì 08 febbraio fino alle 06 di oggi, sciopero e silenzio assoluto per protestare contro questo stesso piano dei vertici aziendali. Tutti i dipendenti SKY, giornalisti compresi, si son dati appuntamento in Piazza Montecitorio per chiedere a tutta la classe politica e al Governo in carica di prendere una seria, concreta posizione a tutela di un patrimonio televisivo che non può perdere la sua sede romana. Di recente un importante incontro al Campidoglio, con il sindaco Virginia Raggi che ha promesso di scendere in campo per lottare affinché si possa impedire quello che viene definito "il possibile, peggior disastro aziendale". Ieri, davanti Palazzo Montecitorio, diversi leader politici sono venuti ad ascoltare disagi, preoccupazioni e rabbia della grande famiglia SKY Italia. Lo scorso 24 gennaio primo sciopero, in segno di protesta, della redazione di Skytg24 ed edizioni in forma ridotta. Due giorni dopo, il 26 gennaio, tutti i telegiornali RAI, Mediaset, le edizioni del TG La7 e, a seguire, i principali quotidiani nazionali con i loro rispettivi Comitati di redazione, Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), Associazione Stampa Romana e tutti gli altri sindacati regionali di categoria, hanno voluto esprimere solidarietà e vicinanza ai colleghi giornalisti di SKY. Skytg24 è la finestra d'informazione più seguita a livello nazionale e maggiormente considerata, sul fronte qualità dell'informazione offerta.

Dal successo alla destabilizzazione più totale: "vocabolo che aleggia, prepotente come non mai, dentro la mente di chi ha sempre lavorato sodo per il bene di quest’azienda". Dal contratto a tempo indeterminato, con la sicurezza e le vecchie tutele che quest'ultimo ancora garantisce, ad una "revisione" della posizione di tutto il personale, del loro rapporto di lavoro e conseguente spauracchio, ipotesi da non escludere a priori, che prende il nome "Jobs Act", pronto a piombare come un macigno, stravolgendo gli animi di chi deve portare il pane in famiglia. Questo quanto sostiene, con forte convinzione, Sonia Lippi di RSU CGIL SKY. "Abbiamo avuto un incontro con l’azienda; parlano di riorganizzazione aziendale, ma non abbiamo ben capito il perché di questa riorganizzazione. Sky fa ben altro, rispetto ad Amazon e Netflix. Sono 10 anni che Sky Italia non investe su Roma, gli amministrativi sono il “Know-how” di quest’azienda e hanno insegnato il lavoro ai colleghi milanesi. Credo che si vogliano sbarazzare dei vecchi contratti nazionali di lavoro, per assumere con il Jobs Act. Stiamo tornando allo schiavismo lavorativo".

"Fermiamo il soldato Rupert, salviamo SKY”. Questa tragedia nazionale non sa da verificare!

 

 

 

 

Video Azienda sana, rischio esuberi e trasferimenti per i dipendenti: "That's Sky Italia"

Fonte video: canale YouTube Chinics News

 

 

 

 

Foto: Marco Chinicò

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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