Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione dell'utente.
Accedendo ad una qualsiasi delle sezioni sottostanti dichiari di aver preso visione di questo messaggio e di accettare la raccolta di cookie durante la navigazione.

Seguimi anche su

Facebook-iconGoogle-Plus-iconTwitter-2-iconYouTube-icon

Visitatori on line

Abbiamo 43 visitatori e nessun utente online

Anis Amri: “colossale sconfitta dell’intelligence tedesca”

Anis Amri foto terrorista uccisoAnis Amri. Classe 1992, 24 anni. Arrivato nella nostra penisola cinque anni fa.

Dopo il suo sbarco a Lampedusa, si fece subito notare per il suo carattere rivoluzionario e violento, commettendo dei roghi nei centri di accoglienza. Atti che gli costarono molto caro. Condannato a quattro anni di reclusione scontati fra Catania, Enna, Sciacca, Agrigento e Palermo. Durante il carcere, il suo processo di radicalizzazione e conversione all’Islam. Scontata la pena, il nostro paese ha pensato di liberarsene espellendolo dal nostro stivale, ma segnalando la sua pericolosità a tutti i paesi dell’Europa. Un lavoro più che perfetto da parte della nostra intelligence. Nonostante ciò, Anis è tornato purtroppo a far parlare di se e nel peggiore dei modi. Sequestrato un tir, partito venerdì scorso da Cinisello Balsamo, ha pensato bene di fiondarsi contro la folla di gente che si trovava nell’area in cui sono ubicati i mercatini di Natale, a Berlino. Tragedia umana accaduta, esattamente, nella Breitscheidplatz della storica città tedesca. 12 le vittime in totale, 48 i feriti, fra questi molti ricoverati in gravissime condizioni. Fra i morti, ricordiamo, anche una nostra cittadina italiana: la giovane Fabrizia Di Lorenzo. Le autorità tedesche avevano arrestato, in un primo momento, un profugo pakistano, poco dopo rilasciato. “Non è lui l’autore della strage”.

 

Conflitto a fuoco Sesto San Giovanni fotoIl lavoro investigativo della polizia tedesca prosegue; intanto però la vera mente, l’autore in persona del pauroso attentato, viaggia indisturbato. Prende un treno che da Berlino lo porta a Chambery. Arrivato nella cittadina francese prosegue il suo “cammino” vero Torino. Dalla città della Mole, l’ultimo tratto del suo lungo percorso verso la stazione centrale di Milano. Diceva un noto e simpatico giornalista televisivo, “le domande nascono spontanee”: “come ha fatto questo Signor Anis Amri, a scappare subito dopo il pauroso attacco umano e a girovagare per la Germania indisturbato? Giunto poi alla stazione di Berlino, salito su un treno e, dopo due tappe, arrivato a Milano Centrale, com’è riuscito ad approdare in Italia indisturbato, senza subire alcun controllo di documenti durante il suo stesso lungo viaggio? Amri, stando ad alcune indagini fatte dalla questura meneghina, sarebbe arrivato nella Città della Madonnina verso le 01 del mattino, poi ancora un altro tratto da fare fino a Sesto San Giovanni. E lì che lo nota una pattuglia della Polizia che, in servizio e durante una tradizionale operazione di controllo, lo notano in uno stato abbastanza agitato, lo fermano, gli chiedono i documenti. Il 24enne, pizzicato mentre vagava agitatissimo ed irrequieto, tira fuori una pistola calibro 22. “La danza del fuoco ha inizio”. Amri fa fuoco contro uno degli agenti, Cristian Movio, che rimane ferito. Operato, il poliziotto è fuori pericolo. Il collega in servizio insieme a lui, Luca Scatà, agente in prova da 9 mesi, spara un colpo al terrorista ferendolo gravemente. Anis Amri muore dopo 10 minuti di agonia. Subito dopo scattano i rilievi e le procedure di identificazione: solo in quel momento si capirà che il giovane rimasto ucciso è l’attentatore di Berlino.

Ora la procura di Monza e la Questura di Milano, lavoreranno insieme per far luce sull’arrivo in Italia di Anis. Perché è tornato in Italia? Altri attentati in fase di progettazione? Chi sono le presunte persone con le quali Anis potrebbe essere in contatto? I tedeschi, Cancellieria e Governo in primis, esprimono tutta la loro soddisfazione con un sonoro “Grazie Italia”. A noi non resta che essere orgogliosi dell’operato delle nostre forze di polizia, di aver dato un minimo di giustizia, seppur solo una magrissima consolazione, alle povere vittime di Berlino. Un unico grande neo, riguardo l’intera vicenda, resta: “sicurezza tedesca efficiente o meno?”. Inquietante interrogativo che si abbatte su una nazione che in Europa, soprattutto agli altri, predica bene, ma in casa propria, forse, razzola un pochino male. Anis Amri: “colossale sconfitta dell’intelligence tedesca”.

 

 

 

 

Nella seconda foto a sinistra, un'istantanea della sparatoria verificatasi questa notte a Sesto San Giovanni, durante la quale è rimasto ucciso Anis Amri, attentatore dei mercatini natalizi di Berlino

 

Fonte foto: NordMilano24

AddThis Social Bookmark Button

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna