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Panel COP 22: “accreditamento impossibile e boicottati”. L’indignazione del Consorzio Mediterrae

Ambiente e clima foto02Riscaldamento della terra non oltre i 2 gradi ed un sostanzioso stanziamento di fondi da destinare ai paesi che sono maggiormente esposti a fenomeni climatici, spesso dalle conseguenze catastrofiche e drammatiche.

Non si conoscono, però, i metodi tecnici da adottare per aiutare questi stessi paesi con maggiori difficoltà a contrastare i catastrofici danni che fenomeni climatici naturali, dagli effetti violentissimi scaturiti in parte da imprudenza ed imperizia umana. Questa è la Carta di Parigi; sottoscritta nel dicembre dello scorso anno durante la Conferenza Mondiale sul Clima, Panel COP 21, alla quale gli Stati partecipanti e favorevoli vi hanno aderito lo 22 aprile scorso a New York, dentro la sede ONU, e ratificata dagli stessi fra la fine di settembre e il mese di ottobre. Il mese scorso, dal 07 al 18 Novembre, il Panel COP (Conference of Parties) conosce il suo seguito con l’edizione 22 svoltasi a Marrakech.

Parigi-Marrakech: "stesso copione ovvero  un accordo più politico che di sostanza". Altrettanto medesimo copione quello vissuto in prima persona da un paio di rappresentanti del Consorzio Mediterrae, inviati sia a Parigi che in terra marocchina. Il Dr. Roberto Zonno e l’Ing. Francesco Palmisano. Il primo un giovane stagista, esperto di questioni ambientali e climatiche, il secondo un Ingegnere, membro dello stesso Consorzio. Entrambi inviati alle due Conferenze Mondiali con un scopo ben preciso: far conoscere la Charta sul Clima di Bari, redatta e sottoscritta il 28 Novembre 2015. Una carta, come ha affermato l’Ingegnere e Presidente del Consorzio Mediterrae, Roberto De Pascalis, ideata e preparata per rispondere e contrastare le decisioni politiche e per niente pratiche della COP 21 parigina. L’obiettivo di fondo? Cercare di avvicinare alla Charta quei 25 paesi che subiscono maggiormente i fenomeni climatici, non si sentono tutelati al massimo, rinunciando così ad aderire alla COP 21 di un anno fa. Due spedizioni che non hanno portato nulla di concreto: sia il Dr. Zonno che l’Ing. Palmisano non hanno avuto possibilità alcuna di essere accreditati e partecipare ai lavori di COP 21 e 22. Sia a Parigi che a Marrakech, completamente assente un ufficio di accreditamento in “loco”. Unico ufficio di accreditamento presente solo a Bonn, dov’è ubicato un ufficio tedesco della stessa Organizzazione delle Nazioni Unite.

Sul mancato accesso alla COP 21 nella capitale francese, hanno avuto un certo peso il fatto che l'accesso alla "Conference" fosse riservata solo ai paesi partecipanti, e anche che la Charta del Clima "barese" è stata sottoscritta pochi giorni prima dell'inizio della stesso importante evento climatico. "Quindi, tempi troppo stretti per farsi conoscere". L'accesso negato, invece, a Marrakech non è accettabile. “Accreditamento impossibile e boicottati”. L’indignazione del Consorzio Mediterrae è altissima. Perché quest’impossibilità di accreditarsi? Qualcuno ha intuito le intenzioni del Consorzio ovvero far conoscere la Charta sul clima di Bari e non ha voluto intromissioni scomode? Una grande lobby dietro questo processo di boicottaggio? Roberto De Pascalis, ci spiega una sua analisi dei fatti in quest’intervista che abbiamo avuto l’occasione di fargli. Conferenza Mondiale sul clima: reale interesse su aspetti, questioni e problemi ambientali o solo tutta scena?Ai posteri climatici l’ardua sentenza”.

 

 

 

 

Panel COP 22: "accreditamento impossibile e boicottati". L’indignazione del Consorzio Mediterrae

Fonte audio intervista: canale Soundcloud Chinics News 4

Link audio intervista: https://soundcloud.com/chinics-news-music/panel-cop-22-accreditamento-impossibile-e-boicottati-lindignazione-del-consorzio-mediterrae

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