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Quale futuro per il nostro clima? "Marrakech dirà"

Ambiente e clima fotoQuale futuro per il nostro clima? Saranno, finalmente, adottate policies intelligenti ed idonee a difendere l’ambiente in cui respiriamo, da quelle insidie che ne causerebbero l’ingiusta rovina? Riduzione totale delle emissioni di CO2 entro il 2050; un’ambizione reale o lo spauracchio di dover parlare, un giorno, di una gran bolla di sapone?

Un preliminare responso, qualcosa in merito lo potremmo scoprire fra un mese quando una nuova Conferenza Mondiale ONU sul clima, Panel COP 22, entrerà in scena a Marrakech. La conosciuta città marocchina inizia ad aprire le porte di casa e più di qualcuno comincia già a “scaldare i motori” in vista di quest’importantissimo appuntamento. Il Consorzio Mediterrae, da anni dedito all’ambiente, ai suoi fenomeni e alla realizzazione di quei progetti, ideati e messi in piedi per il bene del clima e del nostro pianeta, presenzierà in qualità di ospite ai prossimi lavori che avranno luogo, cercando di capire se sul versante Atlantico si svolgerà o meno un “remake” di quel che è stato il Panel COP 21 di Parigi, oppure se sarà messo sul tavolo qualcosa di nuovo e di concreto. L’Ing. Francesco Palmisano, Presidente dell’International University di Tirana, esperto di progettazione ambientale e membro dello stesso Consorzio, ha ricevuto l’espresso incarico di essere presente durante i 10 giorni della stessa Conferenza Mondialemarocchina”, che inizierà il prossimo 08 novembre e terrà banco fino al 18 dello stesso mese.

 

Lo scorso dicembre, in terra di Francia, 195 paesi hanno aderito all’accordo parigino sul clima. Accordo che, da regolamento, per essere ratificato deve ottenere l’adesione di circa 55 stati produttori del 55% delle emissioni. Poco più di un mese fa, ai primi di settembre, erano 23 gli Stati firmatari in tutto della COP21; Stati Uniti e Cina, la tanto temuta futura potenza economica, hanno deciso di mettere il loro “signum” e stringersi la mano. Temperatura della terra al di sotto dei 2 gradi e non oltre 1,5 gradi. Un piano di investimenti volto ad aiutare tutti i paesi ad alto rischio di fenomeni climatici dagli esiti catastrofici, drammatici. Cosa accadrà in quei fatidici 10 giorni di novembre? Risposte azzardate e giudizi sommari sono da tenere fuori da ogni tipo di discorso. Forse, decisamente più giusto dire: "Marrakech dirà".

 

Gli uomini, rispettosi della natura e con la diligenza del buon padre di famiglia, uniti insieme, sono più che convinti: “ambiente usa e getta? Mai più”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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