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Gaza: raid colpiscono ospedale, 550 morti in totale, Amnesty chiede apertura indagine

Lancio continuo di missili, raid infiniti, distruzione, feriti, morte, dolore, rabbia, disperazione. Bambini innocenti, donne e uomini. Ora si aggiunge anche un ospedale distrutto, la struttura sanitaria Al-Aqsa a Deir al-Balah. 550 i morti in totale. Un conflitto lungo 66 anni, da quel lontano 1948, anno della nascita dello Stato di Israele, anno della prima grande rivolta palestinese che, da sempre, rivendica come suo un territorio che dovrebbe chiamarsi "Palestina". "L'ira funesta di Hamas, non si placa"; nonostante i buoni propositi iniziali di tregua e l'accorato appello di Papa Francesco domenica durante l'Angelus, continua il lancio senza sosta dei razzi. Dopo l'ospedale, è Shujaiya la zona ad aver subito gli attacchi israeliani. "Lo scorso weekend l'inferno in persona, è approdato proprio qui".

Amnesty International chiede l'avvio di un'indagine internazionale per crimini di guerra. Aver colpito un ospedale un fatto gravissimo, ancor più grave il rischio di gravi carenze sanitarie con conseguente mancata assistenza a tutti i civili colpiti e umiliati. Il rapporto di Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International, parla chiaro: "Quello contro l’ospedale Al-Aqsa è l’ultimo di una serie di attacchi nei confronti o nei pressi delle strutture mediche di Gaza, che stanno lottando per fronteggiare l’emergenza di migliaia di feriti, da quando l’8 luglio Israele ha lanciato la sua offensiva militare. Prendere di mira strutture mediche è sempre ingiustificabile. Questi attacchi sottolineano la necessità che l’Onu disponga una rapida e imparziale indagine internazionale. L’incessante bombardamento di Shujaiya e di altre aree residenziali della Striscia di Gaza, così come i continui attacchi indiscriminati contro Israele, richiedono un'azione urgente internazionale per prevenire ulteriori violazioni. Le Nazioni Unite dovrebbero imporre un embargo sulle armi dirette a tutte le parti in conflitto, e gli stati dovrebbero immediatamente sospendere i trasferimenti di forniture militari a Israele, Hamas e i gruppi armati palestinesi nella Striscia di Gaza".

Shujaiya, area residenziale abitata da circa 92.000 persone. Israele, di fronte a questo nuovo disastro umano, si giustifica affermando che la zona colpita sarebbe la più fornita di armi, munizioni militari e, prima del bombardamento, tutti i civili sarebbero stati avvisati ed invitati a lasciare le loro case. "Invito che non giustifica affatto, i mezzi usati". Gaza, storica striscia di territorio condannata a vivere con i brutti segni e le cicatrici di una guerra che non conosce la parole fine. "L'umiliazione, la peggior compagna di viaggio del suo popolo".

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