Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione dell'utente.
Accedendo ad una qualsiasi delle sezioni sottostanti dichiari di aver preso visione di questo messaggio e di accettare la raccolta di cookie durante la navigazione.

Seguimi anche su

Facebook-iconGoogle-Plus-iconTwitter-2-iconYouTube-icon

Visitatori on line

Abbiamo 169 visitatori e nessun utente online
 

“La Voce delle Donne”: anche la fotografia contro violenza e femminicidio

Foto presentazione2006-2017. 1740, 70%. “I numeri dicono molto, parlano chiaro”.

Negli ultimi undici anni, assassinate 1740 donne. Di queste 1740, circa il 70% sono cadute per mano dei loro mariti, fidanzati o compagni. Le mura domestiche, mura che dovrebbero essere più una protezione, spesso si trasformano diventando il più sanguinoso dei campi minati. Niente può mai giustificare la terribile, ferocia umana. Paura di denunciare, senso di impotenza totale, lo scrupolo di restare in una casa ostile solo per il bene del proprio piccolo figlio o figlia, difficoltà economiche che non permettono di fare le valigie ed andarsene. Tutti fattori a danno della vittima e a vantaggio del carnefice. A complicare molto di più la situazione, anche difficoltà oggettive, da parte delle forze dell’ordine, nel portare avanti le denunce presentate. Quante volte abbiamo sentito parlare di segnalazioni o querele finite nel cassetto, nell’infernale limbo dell’oblio? Il sistema legislativo attuale, permette di intervenire solo quando l’atto violento, purtroppo molte volte quello estremo e fatale, è già stato compiuto. La violenza verbale, l’indifferenza, la non considerazione o qualsiasi altra forma di discriminazione che, apparentemente, non fa pensare ad un possibile odio che possa tramutarsi in episodi violenti, non hanno ancora il loro riconoscimento, impedendo di fatto di intervenire.

La Voce delle Donne” - considerazioni al femminile riguardo la violenza di genere. Il titolo di una mostra fotografica, a partire dal 20 maggio in esposizione alla Casa Internazionale delle Donne, in Via della Lungara a Roma. 21 donne che hanno deciso di metterci la loro faccia, esprimendo con coraggio tutti i sentimenti possibili che, in quel preciso istante, passano nella loro mente. Dolore, frustrazione, rabbia, la paura di non uscire dal tunnel buio. Non solo il negativo! Seppur a tratti, anche la voglia di tornare a pensare positivo, di cercare quella speranza, al momento persa per la strada. Il gran desiderio di rivedere la luce, la gioia, felicità e serenità massima. Insieme alla mostra, un “reading”. Un racconto delle esperienze vissute, il rammarico di non aver reagito prima, di quel che poteva essere se solo si fosse parlato e affrontato, da subito, il problema. Un’occasione durante la quale queste 21 testimoni hanno fatto sentire la loro voce, il loro significativo messaggio. La mostra porta la firma di Sergio Battista, con la partecipazione di Arianna Ninchi e Silvia Siravo.

Sergio Battista. Classe 1969, 48 anni, una vita interamente dedicata alla musica in primis e alla fotografia. Una fotografia, però, che deve necessariamente sposarsi con la scena, il ritratto. Diverse le mostre esposte in Italia e all’estero, autore anche di un libro “L’infinita bellezza- ritratti femminili a Roma”, a cura di Mino Frida. Come anche il libro racconta, la donna al centro della sua attenzione artistica. “La Voce delle Donne”: anche la fotografia contro violenza e femminicidio.

 

 

 

 

 

AddThis Social Bookmark Button