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Arezzo: “Rispetto prima di tutto, in particolare ai bambini”

Arezzo. Piccola città toscana, di recente riempita di elogi per le lunghe aspettative di vita che, solitamente, offre.

Poco traffico e per di più ordinato, lontano anni luce dal gran “mare magnum” delle conosciutissime prime tre della classe ovvero Roma, Milano e Napoli. Diverse le persone, uomini e donne, che alla loro auto preferiscono le due ruote, la tanto “invocata” mobilità sostenibile. Area urbana circondata di verde, in agosto caldo secco e sopportabile rispetto alla tanto asfissiante aria afosa, umida. Un buon flusso di stranieri invade il centro storico; Corso Italia, Via Cavour, Garibaldi, Piazza di Sant’Agostino, vicoli e vicoletti con esercizi di bar e ristorazione dove è possibile trovare relax, perché no, davanti ad un bicchiere di vino e ad una prelibata specialità toscana. Pulizia delle strade, un’intelligente raccolta della spazzatura, rispetto per l’ambiente e le persone sono regole difficili da trovare in altri, difficili ed intricati agglomerati urbani, assolutamente garantiti nel circondario aretino. “Rispetto prima di tutto, in particolare ai bambini”. In Via Vittorio Veneto, zona residenziale con una lunga strada a scorrimento veloce che collega il centro con la zona un pochino più periferica della città, vi è rigorosamente esposto un piccolo cartello, attaccato a ciascun semaforo presente all’incrocio e che invita automobilisti, motociclisti e scooteristi a prestare attenzione ai bambini che, solitamente, si recano a scuola senza essere accompagnati dai loro familiari, attraversando la strada da soli. In un periodo storico, qual è quello che viviamo, fatto di tragedie stradali, con sangue e lacrime versate, una sempre maggiore attenzione per i più indifesi, bambini e anziani, è d’obbligo.

Un messaggio molto chiaro; un insegnamento alle grandi metropoli dove vita frenetica e, diciamolo francamente, il vizio della velocità, spesso sono fatali con esiti drammatici da quali, purtroppo, “non si torna indietro”. “Quando i bambini fanno ohhhh, che meraviglia, che meraviglia”. Così cantava Povia durante un Festival di Sanremo, 13 anni or sono. In quel di Arezzo il rispetto della viabilità bambina”, sembra essere proprio una meraviglia.

 

Foto: Marco Chinicò

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