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"Garantisco che abolirò l'Imu": Silvio Berlusconi si ripresenta agli elettori, Lega ancora in silenzio sulle alleanze

Lo sfidante dell’epoca era il Professor Romano Prodi, uscito vincitore da quella maratona elettorale e poi caduto per cinque voti di differenza al Senato nel gennaio 2008. Berlusconi chiede elezioni anticipate; Napolitano scioglie le Camere e inizia così l’intensa sfida contro il leader del neonato Pd, Walter Veltroni, sfida che l’ex segretario del partito democratico perde in malo modo. Il Cavaliere torna a Palazzo Chigi dopo appena due anni e mezzo, mantenendo così la promessa che molti suoi elettori e, anche i più increduli, attendevano. L’abolizione della tassa sulla prima casa, un bene primario secondo i principi più elementari della nostra economia, un bene sacro anche per l’attuale leader del Pdl ed ex Premier. Abolizione che però ha indebitato le casse dei nostri comuni e che, secondo molti analisti economici, ha contribuito e non poco a questo stato di crisi in cui il nostro paese versa da cinque anni. Il governo presieduto dal Professor Mario Monti e insediatosi nel novembre 2011, ritiene opportuno dare vita a una manovra, basata su più imposte e lotta all’evasione. Fu così che l’esecutivo odierno, ormai in fase d’uscita, ha introdotto l’Imu: la tassa meno amata dagli italiani e che il Cavaliere promette di tagliare qualora rivincesse le elezioni e si risedesse sulla prestigiosa poltrona di Palazzo Chigi. Dopo anni la storia si ripete e Berlusconi dichiara: “Garantisco che abolirò l’Imu”. Abolizione dell’Imu, riduzione delle tasse alle imprese con l’obiettivo di raggiungere un drastico abbassamento della pressione fiscale. Sono questi i tre temi dei quali Silvio Berlusconi ha parlato durante l’intervista, rilasciata alla popolare presentatrice Barbara D'Urso nel corso del programma pomeridiano Domenica Live. Tre questioni che userà come carte da giocare per accaparrarsi quella fetta di elettori a lui utile per riconquistare la guida del paese. Una sfida non facile per il Cavaliere, sicuramente la maratona politica più dura degli ultimi diciotto anni.

 

 

maroniQuestione alleanze, altro intricato nodo da sciogliere all’interno del centrodestra. E’ in corso lo svolgimento del Consiglio Federale della Lega Nord. Sarà proprio questa l’occasione in cui la Lega deciderà se tornare a correre insieme al Pdl oppure separarsi definitivamente dal Cavaliere, proseguendo da sola dritta per la propria strada. Le questioni che allo stato attuale rendono difficile un riavvicinamento fra il Popolo della Libertà e il Carroccio, sono tre: l’aver dato un anno fa la fiducia al Governo tecnico del Premier Monti, l’eventuale ridiscesa in campo dello stesso Silvio Berlusconi, opzione non gradita dal partito crociato che preferirebbe una discesa in campo di Angelino Alfano, la possibilità che Berlusconi potrebbe fare un passo indietro, favorendo un’eventuale candidatura di Monti come leader di tutta l’ala moderata. Ipotesi quest’ultima molto difficile viste le disparità d’idee, vedute fra il Professore e il Cavaliere. Ancora tutto da decidere dentro uno schieramento che, rispetto a qualche anno fa, ha visto disintegrarsi quel concetto di unità che, per parecchio tempo, l’ha reso forte quanto a consensi e numeri. La missione salva-centrodestra, targata Silvio Berlusconi, è iniziata. Una mission impossible? Forse è più giusto parlare di mission non facile, ma alla fine solo il risultato elettorale stabilirà il futuro politico del Pdl.

 

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